Le belle pensate della Dorna

L’ultima idea di chi è all’origine della crisi della MotoGP è sopprimere le classi 125 e 250 sostituendole con una 600 ancora non ben specificata, ma molto vicina alle derivate di serie del Mondiale Supersport. Un’intrusione che la FIM dovrebbe impedire

Il mio atto di accusa è molto semplice: la Dorna è incapace di gestire il motomondiale di velocità e sarebbe ora che la Federazione Motociclistica Internazionale esercitasse la sua autorità per impedirle di fare ulteriori danni.
Vogliamo elencare le grandi innovazioni introdotte dalla Dorna negli ultimi dieci anni?
- Istituzione della classe MotoGP 990 4 tempi, grazie alla quale le moto sono diventate impossibili da guidare senza il soccorso della piĂš sofisticata elettronica. Costi insostenibili di gestione, ricerca e sviluppo.
- Riduzione della cilindrata da 990 a 800 con stessi costi delle 990 e l’aggravio dei costi di riprogettazione.
- Riduzione da quattro a tre piloti per ogni fila dello schieramento di partenza della MotoGP, al solo scopo di nascondere ai gonzi l’esiguità del numero dei partecipanti.
- Persecuzione sistematica delle classi 125 e 250, relegate a un ruolo più che subalterno nell’ambito di una strategia volta all’esaltazione della classe “regina” e all’estinzione dei motori a due tempi.
- Focalizzazione dell’attenzione del pubblico e dei media sul pilota quale protagonista assoluto, col risultato che buona parte del pubblico non sa nemmeno con che marca di moto corra il pilota di cui si parla e che le pretese economiche dei top rider – o di quelli che si reputano tali – hanno raggiunto cifre impossibili.
- Allontanamento del pubblico dai protagonisti delle corse, trasformando il paddock in un ambiente asettico riservato a un a casta di privilegiati.

Tutte queste decisioni hanno avuto sempre due fini: scimmiottare la Formula 1 automobilistica e danneggiare il Mondiale Superbike, reo di possedere una formula che funziona molto bene a dispetto dello scarso seguito dei mass media.

Scimmiottare la Formula 1 auto, unico sport della velocità in cui i sorpassi si fanno al box con l’aiuto dei meccanici, e in cui l’interesse si crea artificiosamente con la (costosissima) esaltazione mediatica, significa voler demolire uno sport che avrebbe bisogno solo di regole tecniche e sportive intelligenti per brillare splendidamente di luce propria. Danneggiare il Mondiale Superbike illudendosi di poter avvantaggiare in questo modo la MotoGP è indice dell’incapacità di risolvere in altre maniere più produttive i propri problemi.

L’ultima idea della Dorna è l’abolizione delle classi 125 e 250 sostituendole con un qualcosa di non ben precisato che assomiglierebbe a una classe 600 con motori derivati di serie. Qualcosa di molto simile alle moto che corrono nel Mondiale Supersport. È lampante che si tratti di una mossa altamente scorretta (indipendentemente dalla sua fattibilità, o meno, dal punto di vista legale) che la Federazione Motociclistica Internazionale dovrebbe impedire mettendo subito fine a questa guerra fra organizzatori che è ormai apertamente dichiarata e che può produrre enormi danni.

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