I top manager: soldi e risultati
di Luigi Rivola | Postato in Aziende

PerchĂŠ chi affossa con le sue decisioni grandi aziende con migliaia di dipendenti può poi uscirsene con liquidazioni milionarie? Non succede solo in Alitalia o simili. Anche il motociclismo nel suo piccolo…
Un argomento di attualitĂ in questi giorni è lâincongruitĂ degli stipendi di tanti top manager. Spesso fanno danni incalcolabili alle aziende che amministrano, poi se ne escono con liquidazioni da milioni e milioni di euro, mentre i dipendenti devono adattarsi a tirare la cinghia oltre lâultimo buco.
Che cosa câentra questo con le moto? Câentra eccome! I top manager ci sono anche nelle nostre aziende e spesso e volentieri ne combinano di grosse, anche se le liquidazioni sono senzâaltro piĂš basse di quelle dei loro colleghi di Alitalia, delle Ferrovie o della Telecom.
Quando ho cominciato questo mestiere, la prima fabbrica che visitai fu la Moto Guzzi, appena entrata nellâera De Tomaso. Fui ricevuto dal direttore generale, che mi espresse questa tesi: âI vecchi concessionari che si lamentano dello scadimento del prodotto non sono stati capaci di adeguarsi al mutare dei tempi. Loro amano le moto e non hanno capito che non si deve mai amare il prodotto che si deve vendere, altrimenti non si svolge serenamente, obiettivamente e produttivamente il proprio lavoro. La moto oggi si deve vendere come il prosciutto dal salumiereâ.
Pochi giorni dopo â un poâ frastornato per questo primo approccio che mi aveva lasciato di stucco â visitai la Gilera ad Arcore. Qui mi accolse lâamministratore delegato, il quale, con poche varianti, mi ripetĂŠ praticamente le stesse cose dettemi dal suo collega della Guzzi. Ricordo anche quanto si seccava il âbossâ dellâAgrati, quando gli facevo domande che non gradiva su alcune strategie strane della sua azienda, e come si innervosĂŹ Ivano Beggio allorchĂŠ cercai di approfondire le motivazioni di alcune sue scelte di diversificazione industriale che sembravano allâorigine di grossi problemi per lâAprilia.
Sia ben chiaro: io non devo insegnare il mestiere dellâindustriale a nessuno: non ne ho alcun titolo. Però nessuno mi può impedire di ricordare, di valutare, di chiedere. Per capire e per riferire. Ebbene, tutti quei manager che mi esponevano le loro evolute teorie hanno visto le rispettive aziende fallire, oppure entrare in stati di grave crisi. Ho visto la Piaggio affossata anni fa (prima della gestione Colaninno) da unâoperazione finanziaria vergognosamente speculativa e oggi vedo le catene di montaggio della MV Agusta e di ciò che rimane della Cagiva nuovamente ferme in attesa di un salvatore.
Io desidero che i top manager si arricchiscano - la demagogia non mi tocca - ma come conseguenza di capacitĂ professionali dimostrate dallâevidenza dei risultati. Sogno il ritorno degli industriali, quelli del prodotto, perchĂŠ le moto buone che tutti apprezzano non si fanno in banca, ma in officina. E non nascono per caso.
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