MotoGP: proviamo a cambiare le regole

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Alcune proposte un po’ di rottura per rilanciare la MotoGP e il suo legame col progresso della moto. Senza rinunciare alla spettacolarità

Diversi fra i lettori che hanno voluto dire la loro sul mio ultimo blog, quello riguardante “le belle pensate della Dorna”, mi hanno correttamente fatto osservare che avevo omesso di indicare, a fianco delle scelte da me ritenute errate, anche le mie proposte di soluzione.

Ritorno dunque sull’argomento per chiarire innanzitutto che indicare vie d’uscita all’attuale crisi della MotoGP non sarebbe compito mio, visto che la Dorna ha fior di manager, senz’altro ben pagati, che dovrebbero risolvere il problema. Ciò nonostante, considerato che le idee non mi mancano affatto, eccomi a lanciarne qualcuna, sottoponendola al vostro giudizio.

Le regole tecniche e sportive della MotoGP oggi sono improntate soprattutto alla ricerca della più alta spettacolarità: massima potenza, massime prestazioni, massima tecnologia, massima esaltazione dei piloti. Tutto questo ha sì elevato l’audience televisivo – il più desiderato dagli sponsor – ma ha elevato i costi alle stelle, ridotto al minimo il ricambio dei piloti ed allontanato molte quotate industrie che già avevano tentato la strada della MotoGP (vedasi Aprilia) o che stavano accingendosi ad entrare in lizza (vedasi KTM e BMW).

La mia conclusione è che bisognerebbe riportare i prototipi più vicino alla motocicletta. Quali sono i problemi più impellenti che deve affrontare oggi un costruttore di moto? L’aumento del costo del carburante e le restrizioni al traffico dovute all’inquinamento ambientale. Ebbene, si stabiliscano tetti di consumo e di emissioni, si aboliscano i materiali pregiati e le soluzioni utilizzabili solo per le corse, e si lasci campo libero all’ingegno e alle idee, magari senza vincoli di cilindrata e senza condanne aprioristiche per i motori a due tempi, la sovralimentazione o addirittura per proposte del tutto innovative.

Conosco già le obiezioni – per lo più sarcastiche – a proposte come queste: utopia, scarsa spettacolarità, difficile controllo del rispetto delle regole. In realtà l’unico vero impedimento sarebbe la concretissima probabilità che le Superbike diventassero a questo punto le moto da corsa più veloci in assoluto, screditando così la MotoGP. Ad evitare questo potrebbe bastare un accordo fra gli organizzatori dei due campionati e le Case che vi partecipano, con la benedizione della Federazione Motociclistica Internazionale.

Rivoluzione per rivoluzione, pensiamo anche ai piloti. La spettacolarità delle gare dipende soprattutto da loro, quindi incentiviamoli a darsi da fare su tutto l’arco della gara e non solo nei primi tre e negli ultimi due giri. Come? Pagandoli secondo la formula che applicavano gli americani già negli Anni ’70: tot giri in testa, o al secondo o terzo posto, tot soldi. E gratifiche aggiuntive per i giri più veloci e per la posizione in classifica finale. Lavorare, ragazzi, lavorare!

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13 Commenti »

  1. di nado37 | 10 Luglio 2008 h. 08:03


     

    Secondo il mio parere tutto dipende da cosa si vuole dalla motogp se è intesa come la massima espressione della tecnologia, allora io metterei semplicemente solo alcuni limiti (peso, cilindrata e quantità di carburante e poco altro). Ho un qualche dubbio sul fatto che le tecnologie della motogp non ricadano poi sulle moto di serie (vedasi la suzuki con le mappature variabili dal manubrio o i cornetti di aspirazione variabili della R1), piuttosto dalle altre due classi non mi pare vengano dei trasferimenti di tecnologia. Io questa crisi della moto gp non la vedo; vedo piuttosto la crisi delle classi minori e lavorerei qui piuttosto, lo spettacolo li non manca di certo e sarebbe da valorizzare meglio e non come un contorno della moto gp.

  2. di piccolit | 10 Luglio 2008 h. 09:07


     

    Onestamente non sono d’accordo con le proposte riguardanti il limite delle emissioni, dei materiali, ecc ecc.
    La moto gp è il campionato dei prototipi, e quindi a mio avviso tali limitazioni non hanno senso.
    Piuttosto io proporrei un ridimensionamento dell’elettronica….in primis eliminazione del controllo di trazione.
    io non tollero che questi piloti corrano con moto da 240cv, e non si sia visto un highside negli ultimi 4 anni, è vergognoso.
    guardate cos’è successo con la formula 1. hanno tolto il controllo di trazione e si è visto subito chi è pilota e chi no.
    Dite che 240 cv sono troppi per poterli scaricare senza elettronica? perfetto faranno moto meno potenti, ma comunque le gare saranno più divertenti…..almeno secondo me.
    Ciao!!!

  3. di gorillas | 10 Luglio 2008 h. 09:32


     

    di cose da cambiare ce ne sono tante, ma non è facile indicare il modo giusto per riuscirci; secondo me bisognerebbe partire con la riduzione dei costi per avere come primo effetto una griglia un po’ più “grassa”: un punto di partenza potrebbe essere l’introduzione del monogomma, l’abolizione della gomma da tempo in prova, e soprattutto l’abolizione dei test team, perchè dovrebbe essere direttamente il pilota a sviluppare la moto, magari dopo il gp come a barcellona, nelle date di test collettivi stabilite dall’organizzazione, o comunque consentendo un numero massimo di giornate dedicate ai test; se poi vogliamo affrontare il discorso elettronica….

  4. di ducaticorse0508 | 10 Luglio 2008 h. 09:42


     

    Premesso che mi piacciono le corse ed ancor di più le moto, ritengo tuttavia che sarebbe il caso di pensare anche all’impatto “sociale” che certe decisioni possono provocare.Lo stesso di certe esibizioni tipo monoruota e burn out, fatte in pista, che poi ritroviamo anche sulle nostre piazze o strade con i rischi che tutti ben sanno.Purtroppo occorre considerare che l’intelligenza è un bene assai raro…
    grazie e ciao a tutti
    Angelo Siri

  5. di idoloo | 10 Luglio 2008 h. 11:59


     

    Per la motogp lavorerei solo sulla riduzione dei costi con:
    - abolizione gomme da tempo, che non servono come ricaduta sull’utente di tutti i giorni;
    - sul contingentamento carburante e con l’uso della normale benzina verde che usiamo tutti i comuni mortali… cosi si perderebbero cavalli a favore della gestibilità anche senza ausilio di elettronica.

    Nelle classi minori suggerirei l’adozione di:
    - motori 4t di 400cc con libertà di progetti e con magari limitazioni (simil superbike) di omologazioni di pezzi per uso stradale normale, in modo da incentivare le case a produrre e vendere moto di 400cc di alto livello componentistico. Avremmo cosi una classe, in italia, nuova proposta sul mercato strettamente collegata allo sviluppo nelle corse, che per motivi di alti costi carburanti, assicurazioni, bolli, sarebbe competitiva come gestione economica per il povero utente di tutti i giorni.
    Perchè è li che dobbiamo arrivare! Chissenefrega se in motogp hanno 240cv e moto di soli 130kg, se poi non ne ho un beneficio tecnologico acquistando una moto dal concessionario.
    - in questa classe elettronica ridotta al minimo.

    per la 125 proporrei:
    - motori 4t e se costano troppo farli di 125 allora alzare la cilindrata a 250 sempre 4t.

    Differentemente dalla motogp, il discorso per le classi minori deve essere…
    Chissenefrega se nelle corse sviluppano motori di 1200cc che fanno quasi i 300 se poi su strada le derivate consumano quanto tir, e costano tanto anche solo tenerle in garage?

    Sarei molto più interessato all’acquisto di un 400cc con 100cv (più che sufficienti) pesante 140kg, che consumasse poco (rispetto a un 600cc o 1000cc), e che costasse poco mantenere.
    La sperimentazione migliore per questa nuova ipotetica tendenza di mercato sarebbe la classe ex 250 a 2t, ora 400cc a 4t.

  6. di ilmassimissimo | 10 Luglio 2008 h. 15:43


     

    io sono d accordo un pò con tutti le vostre opinioni, soprattutto con il fatto dell elettronica. Però da vero giovincello cercherei di salvare le classi minori perchè secondo me sono le più divertenti e combattute, e non vorrei mai che si eliminassero o che si portasse i motori da 2 tempi a 4. Secondo me perderebbero ancora di più valore. e sempre secondo mio parere il controllo delle emissioni e del consumo di carburante potrebbe essere una bella idea, basterebbe non esagerare.
    Grazie

  7. di rdorsa | 10 Luglio 2008 h. 18:09


     

    Propongo e quindi posso essere criticato, machissene…..
    Innanzitutto per il discorso gomme: imporrei ai team di montare le gomme dei due fornitori; piu’ precisamente, sulla moto del pilota 1 le michelin e su quella del pilota 2 le bridgestone, invertendole alla gara successiva. Per esempio alla Yamaha, una gara Rossi monta le giapponesi e alla successiva monta le francesi (nel senso di gomme, malpensanti)
    Se vogliamo vedere le gare come strumento di sviluppo e ricerca, allora poche limitazioni (cilindrata, quantita’ carburante) facendo correre con un handicap di zavorra i vincenti (se i piloti san guidare, se la cavano bene lo stesso; se i progettisti son capaci di fare il loro lavoro, la moto sara’ uguale da guidare; se i gommisti sanno fare pneumatici, non ci saranno variazioni pazzesche).

    Quanto all’utopia di contenere i costi…..
    Chi, potendo spendere 1,00€ in piu’ per vincere, rinuncia a farlo?
    E quindi Honda o Ferrari spendono (salvo poi prenderle da Ducati o dalla Ligier).
    Riccardo

  8. di jolly0303 | 10 Luglio 2008 h. 18:43


     

    Francamente non so neanche da che parte iniziare per commentare le sue proposte. L’unico termine che mi viene in mente è ASSURDE.

  9. di Kvaerner | 10 Luglio 2008 h. 23:02


     

    La Dorna non ne ha azzeccate molte ultimamente, ma come mi aspettavo le proposte di Rivola e degli altri commentatori sono anche peggio.
    Lasciamo perdere le proposte demenziali come quella di cambiare marca di gomme una gara sì ed una gara no.
    Mettere un limite di consumo è stata una delle idee balorde della Dorna.
    In teoria una bella idea, in pratica un omaggio demagogico e ipocrita all’ecologia.
    Il risultato é che ogni tanto un pilota rimane a secco (Hayden) o viene rallentato dall’elettronica per metà una gara (Lorenzo) per poter arrivare in fondo.
    Rivola propone di peggiorare le cose diminuendo ancora i consumi autorizzati.
    Ancora peggio l’idea di mettere dei limiti alle emissioni.
    Significa analisi dei fumi a fine gara con corollario di squalifiche e classifiche a tavolino.
    Forse bello per i giornalisti che possono fare titoloni e polemiche, con tanti saluti allo sport.
    Insomma Rivola suggerisce di seguire la strada della formula 1 con regolamenti sempre più complicati, che porterebbero sicuramente ad accuse di brogli e scorrettezze.
    La mia proposta è esattamente il contrario.
    Nessun cambio di regolamento.
    Ogni cambio di regolamento si risolve in un aumento di costi e in una riduzione dei partecipanti.
    Vedi cosa è successo passando la cilindrata da 990 a 800.
    Sarebbe meglio togliere il limite di consumo, ma so già che è politicamente impossibile, mi accontenterei che non si peggiorassero le cose.
    Attualmente il problema maggiore della Moto GP è il basso numero dei partenti.
    Per me dai 16-18 attuali si dovrebbe cercare di arrivare a 24-26.
    Ci sono diversi tentativi che si potrebbero fare per raggiungere questo obbiettivo,
    La via più ovvia sarebbe di aumentare i premi di partecipazione per le squadre più deboli.
    Al limite si potrebbe dare un premio di partenza uguale per tutti, tanto le grandi squadre corrono per gli sponsor e la pubblicità alla marca, non per i premi.
    Poi si potrebbero invitare le grandi squadre a dare le moto dell’anno precedente a squadre minori ed a dare una terza moto ad un loro collaudatore almeno per qualche gara all’anno.
    Si potrebbe obbligare le squadre a sostituire sempre il pilota infortunato ed indisponibile.
    Se malgrado tutto i partecipanti rimanessero troppo pochi, si potrebbero ammettere moto derivate di serie da 1000-1100 che avrebbero certo un costo di gestione inferiore.
    Questa sarebbe l’ultima spiaggia, ma a mali estremi estremi rimedi.
    Giancarlo

  10. di ga0102 | 14 Luglio 2008 h. 00:22


     

    Io toglierei tutto ciò che non trova, ne’ troverà mai, una concreta e logica applicazione nella produzione di serie.
    Quindi, tanto per incominciare, niente dischi freni in carbonio e niente gomme “chewing gum”. Ma i dischi li puoi controllare… e le gomme? Contingentamento? .
    Ma il controllo di trazione? Quello su strada è una gran cosa, e molte Case già lo adottano… ma per le corse è sicuramente una cosa del tutto negativa! Almeno per lo spettacolo.
    E allora? Come fare?
    Le vie sarebbero tante: quella dei consumi, quella del peso, quella del limite all’uso di materiali ultra-speciali e ultra-costosi ecc.ecc.
    Ma poi, come la mettiamo con il “banco di prova” che la Top Class del motociclismo sportivo dovrebbe rappresentare?
    Se non le sperimentiamo lì le tecnologie del futuro, dove lo possiamo fare?
    E’ un argomento difficile e qualunque strada si prenda ha i suoi pro e i suoi contro.
    In F1, per limitare i costi (almeno, così sopstengono Ecclestone e Mosley) hanno fatto praticamente un monomarca, con numero dei cilindri, diametro dei condotti, rapporto alesaggio/corsa predeterminati e, addirittura, la stessa centralina per tutti. Risultato: la F1 costa più che mai e a vincere sono sempre i “grandi”, quelli cioè che dispongono di fondi praticamente illimitati.
    Forse, la cosa più semplice sarebbe fissare (come adesso) una cilindrata massima e un peso minimo, vietare l’uso più esasperato del traction control (se è vero che è vietato l’ABS, possono farlo tranquillamente… e controllarlo), mettere (come adesso) un serbatoio con un massimo di capienza e, per il resto, vinca il migliore!
    Giovanni

  11. di ba240gg | 24 Luglio 2008 h. 17:53


     

    Cambiando le cose per migliorarle, si corre anche il rischio di peggiorarle.. Ritengo che trattandosi di prototipi un legame stretto con la produzione di serie sia un controsenso (per questo c’è la SBK).. Detto questo, io sono per la messa al bando del traction control: ci sono arrivati persino in F1 a capire che non si può annullare la differenza fondamentale tra un pilota e l’altro e cioè la “sensibilità” di dosare il gas.. Vedere gente che fino all’altro ieri correva in 250 tenere il gas sempre e comunque aperto in ogni condizione perchè tanto ci pensa l’elettronica a fare il resto secondo me mortifica un pilota: volendo estremizzare, si potrebbe pensare che in quel modo tutti sarebbero capaci.. Altra cosa che secondo me non va è il discorso gomme: non è accettabile che un pilota abbia già vinto o perso in partenza a seconda dei pneumatici che monta e badate bene, lo pensavo già dagli esordi delle Bridgestone quando in alcuni circuiti dopo pochi giri andavano in crisi.. Infine mutare le classi minori è secondo me autolesionismo allo stato puro.
    Giovanni Cavaliere

  12. di lukekid | 20 Agosto 2008 h. 21:20


     

    Ciao a tutti
    leggendo i vari commenti mi sono venute in mente delle cosette…
    nella classe Supersport sappiamo tutti come vanno le cose, là il regolamento tecnico permette poco più di un trattamento per le scorrevolezze e bilanciamento all’albero…
    eppure anche lì in quella categoria, così come nella SBK, il livello tecnico è pazzesco!
    Vengono chiamate derivate di serie, certo, l’appassionato ama vedere correre la propria moto,
    ma questo amore era lecito averlo e sostenerlo ai tempi di Oscar Rumi, nei primi anni della SBK quando le cose erano ancora genuine.
    Provate poi a pensare COME MAI nell’SBK, si corre con il monogomma? anche in quello inglese c’è la PIRELLI…..BUON PER NOI, UTENTI FINALI…..
    Se le 1000 di “serie” ( che da aaaaanni sono moto da corsa, appesantite e strozzate negli scarichi e negli air box, prima di tutto) in SBK montassero le mescole che usano in MotoGP
    …cosa succederebbe? ci si accorgerebbe che una moto da 15 mila euro, con preparazione
    da 80/100 mila euro, fà gli stessi tempi delle Moto GP che costa quasi 2 milioni di euro (!?!?!?!?)

    Osservate i costi di preparazione nel mondiale 600 SuperSport (30/50 mila euro+la moto)
    e paragonatelo ai costi dell’europeo 1000 STOCK…….
    PARLANDO di tempi in gara e prestazioni tra le due classi
    è lecito accorgersi che un 1000 strettamente di serie, gira più forte di una 600 super preparata
    da quasi 100 milioni di vecchie lire!!!
    Ora lascio pensare i cervelloni con questa ultima chicca:
    guardate che fine ha GIA’ fatto il ruspante mondo del SuperMotard…..
    Mr. Massimiliano MIGLIORATI Team manager KTM nell’omonimo mondiale,
    persona squisita, nella sua ruvida corteccia bergamasca, fà osservare e riflettere
    leggendone l’intervista su “X off road” di agosto, che, anche in questo mondo (MOTARD)
    ci vogliono FIOR DI SOLDI per vincere !!!e poi vendere le moto di serie!!!……………
    vedi prepotente introduzione dell’elettronica e telemetria in un mondo monocilindrico
    (tranne Aprilia che ha intuito la direzione quasi GP del Motard, vedi quote telaio, tracciati con salti d’asfalto ecc. ecc.)
    insomma per concludere,
    la tecnologia è lecita ed è sempre in crescita…
    (così come l’esser sempre presi per il culo)
    Luca (Milano)
    !cordolo e tassello!
    ciao

  13. di MAXRE | 17 Ottobre 2008 h. 13:56


     

    Concordo in gran parte a quello che scrive, ma aggiungo che la motgp è troppo incentrata su un solo pilota che attira i masse media ma che oscura e nasconde i problemi di poca competitività che regna nella classe regina.
    Seguo dal lontano 1988 il motomondiale, le classi 125-250 sono sempre le più numerose e spettacolari, anche loro hanno avuto in alcuni anni dei piloti che dominavano il campionato ma senza stravincere,CADALORA-GRESINI,PONS-BIAGGI ecc, nella classe regina, ho avuto la fortuna di assistere ai duelli LAWSON-RAINEY-SCWANTCH-GARDNER-MAMOLA per molti anni fino a che il destino non ha voluto che ognuno si ritirasse in anticipo. Poi c’è stata l’epoca di DOHAAN, dove correva praticamente con se stesso avendo un il dream team repsol, DOHAAN-CRIVILLE-OKADA, per bei sei anni noia assoluta……fino a quando è arrivato un certo Biaggi con moto privata che al suo primo anno stava rischiando di vincere il titolo ma grazie ad una bandiera “gialla” in tutti i sensi ..ha lasciato il titolo a Doohan.
    Le moto competitive erano sempre le stesse, HONDA,YAMAHA, poi SUZUKI e all’ultimo era arrivata finalmente la CAGIVA con Konciski, e la differenza la facevano sempre 2/ 3 piloti con moto competitive.
    Con l’arrivo del 2000 è cambiata la generazione di piloti passionari, il primo che ha dato lo scossone con tanto clamore è stato un pilota d’arte cresciuto con le moto, ROSSI, che disponendo sempre delle miglior moto di categoria ha potuto mettere in mostra la sua bravura cosa che ad altri non è sempre concesso. Ma nella classe regina ha potuto concentrare su di se tutta l’attenzione vendendo la sua immagine gogliardica vincente. Gli altri piloti rimasti tali hanno fatto da contorno o sono dovuti emigrare perchè non benvenuti al “circo” mediatico che stava nascendo. Alla fine il troppo scoppia…e adesso il giocattolo della DORNA incentrato solo sulla motogp-rossi visto lo stallo economico(da anni i maggiori sponsor sono scappati..andando in F1), non gira più bene, e si pensa bene di togliere l’attenzione verso le categorie minori che costano meno e sono più spettacolari,125-250, e cambiare continuamente le regole a favore di una fantomatica spettacolarità di tutti i partecipanti, che fino ad oggi ha avvantaggiato solo un pilota,rossi, ultimo è il monogomma dal 2009!! Ma se non ci fosse stato l’intermezzo nel 2006 di Haiden che ha vinto il titolo grazie anche alla poca intelligenza di rossi, se nel 2007 la Ducati non avesse preso STONER-RAZZO che ha ridicolarizzato il pilota che vinceva sempre correndo con il mglior pacchetto rossi, che spettacolo ha offertl la classe regina negli ultimi 12 anni???)6 di Dohaan, 6 di Rossi).
    C’è modo è modo di vincere, ma quando la priorità del circus è avere un unico pilota che attiri i masse-media,rossi, a tutti i costi permettendo di cambiare ogni anno un fornitore solo a lui(bridgestone nel 20089 non è corretto.
    La tanto odiata F1 non ha bisogno di pensare alle moto, mentre la motogp non perde occasione per fare i paragoni verso un mondo che nonostante tutti i difetti, rappresenta la massima espressione della tecnologia motoristica e che ha persone molto più comptenti di quello che ha la motogp…forse sarà l’invidia che nutre il mondo della classe regina??

    Saluti
    Grillo parlante

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