Non ci sembra di esagerare?
Postato il 2008 in Senza categoria
Oggi molti scelgono le moto in funzione dei cavalli, come se invece di girare per strada si stesse sempre in sella a una macchina fissata a un banco prova…
Due mesi fa sono andato a Garmish Partenkirchen al raduno mondiale della BMW per un’intervista al suo Presidente (che potete leggere sul numero 41 di Dueruote, attualmente in edicola). La filiale italiana della Casa di Monaco mi ha messo gentilmente a disposizione la moto che avevo scelto, una F 800 ST, la bicilindrica parallela con trasmissione finale a cinghia, oggetto quest’ultima della mia curiosità .
Avrei potuto optare per una bicilindrica boxer o per una quattro cilindri dell’ultima generazione, ma mi sono detto: “Che cosa me ne faccio di tutti quei cavalli? Preferisco saggiare soluzioni nuove e vedere come se la cava il vecchio bicilindrico parallelo, rilanciato dopo una lunga quarantena dovuta al brutto vizio di vibrare troppo. Ottantacinque cavalli bastano e avanzano per divertirsiâ€.
Una bellissima dichiarazione d’intenti, no?
Poi è cominciata la montagna con le sue curve, ho iniziato a spingere di gusto, a godermi le traiettorie, a cercare il migliore ingresso e la migliore uscita.
“Che cosa ne pensi della ST, Rivola?†– Mi è stato chiesto durante la sosta da alcuni compagni di viaggio.
“Mi sembra che vada molto bene – ho risposto convinto – Sembra di avere tra le gambe una 125, con quel serbatoio così rastremato, la larghezza ridotta e l’altezza pure, che ti permettono di inserirti così naturalmente in posizione di guidaâ€.
“L’unica cosa – ho aggiunto dopo averci pensato – è che la moto entra molto bene in curva, tiene con bella precisione la traiettoria, però in uscita, specie nei tornanti in salita, sembra sgonfia: si sente la mancanza di una manciata di cavalli in piùâ€.
Bene. Ci sono cascato in pieno. Proprio come un allocco. Come quelli che io chiamo “compratori di cavalli all’ingrossoâ€, che se non hanno 150 CV o più sotto le gambe si sentono frustrati.
La 800 ST ha 85 CV. Pochi? La mia Triumph 650 del 1967 ne aveva 45 e tutti la ritenevano una bomba, io compreso, naturalmente. La mia Guzzi V 750 Sport del 1974 ne aveva 72 e filava quanto più non si potesse desiderare. Se non avessi saputo che oggi in giro ci sono moto enormemente più potenti della 800 ST, non avrei mai detto ciò che ho detto. Non avrei sentito la mancanza di altri cavalli, ma avrei goduto per essere riuscito a sfruttare quelli – più che sufficienti in realtà – che avevo. Oggi ci comportiamo quasi tutti come quel ricco che si sente povero perché sa che ci sono persone più ricche di lui. E invece di ritenersi soddisfatto della sua ricchezza e gioirne, si rovina l’esistenza consumandosi nell’ansia di avere di più.


di gian_marco | 29 Agosto 2008 h. 10:57
In realtà sono d’accordo solo a metÃ
Infatti aggiungerei che l’erogazione,il rumore e in generale le sensazioni dei veicoli di 20 o 30 anni fa sono equiparabili solo con quelli odierni di potenza doppia.
La causa può essere nelle norme antiinquinamento o nella voglia di rendere le moto sempre più facili ma per provare le stesse sensazioni ora si devono usare motori con almeno un terzo della potenza in più
Andando anche a scapito della sicurezza,perchè è vero che i freni e la guidabilità sono incomparabili,ma è anche vero che le velocità almento teoricamente raggiungibili sono davvero impressionanti e a mio avviso non fruibili dall’utente medio sopratutto su strade normali
Saluti
di edoardo69 | 29 Agosto 2008 h. 11:03
Condivido in pieno le considerazioni fatte, anche per esperienza personale. Sto valutando il passaggio dalla mia Honda Transalp alla Yamaha FZ6 Fazer S2 leggendo anche molte opinioni di attuali possessori dell’FZ6 che lamentano tutti o quasi un calo ai medi regimi come se dovessimo quotidianamente fare a gare con tutti mentre andando a lavorare !!! Credo sinceramente che passerò all’FZ6, “accontentandomi” dei suoi 98 cv in vece dei 55 del Transalp (che peraltro non mi hanno mai tradito).
Saluti
di denis020913 | 29 Agosto 2008 h. 11:07
Stupendo articolo, uno dei più belli degli ultimi mesi.
E’ proprio il dover sempre cercare qualcosa in più (cavalli) che ci impedisce di goderci ciò che abbiamo già .
Personalmente, limiterei la cavalleria delle moto (in special modo super-sportive e turistiche) ad un massimo di 150cv (che sono anche troppi per circolare sulle strade di tutti i giorni e sono più che sufficienti per divertisi in pista senza dover essere troppo esperti) prediligendo coppia e peso.
Nel uso stradale ritengo che un buon bicilindrico sia sempre meglio di quattro che deve essere tenuto alto di giri per avere una buona risposta, perdendo quella “dolce” spinta fin dai bassi che rende la guida piacevole e rilassante.
di 7soldi1975 | 29 Agosto 2008 h. 11:09
Davvero un bell’articolo. Spesso sono caduto anch’io nella trappola vorticante dei cavalli che non bastano mai a nascondere i nostri limiti.
Ora sono nuovamente alla prova. Devo acquistare un nuovo motociclo e non so se scegliere il FAZER 1000 per le sue doti sportive e la vocazione turistica o la TIGER 1050 più umana e turirtica.
Ho scritto di questo anche nel Forum per avere consigli e pareri.
Mi piacerebbe anche una Vostra opignone a riguardo.
Cordialmente G 7
di rico1071 | 29 Agosto 2008 h. 11:33
il discorso è giusto ed allo stesso tempo sbagliato nell’impostazione.
nei primi anni 90 giravo con una honda cbx750 f2 che di cavalli ne aveva 80 (forse) ma li scaricava su una gomma posteriore da 130 non radiale, la ciclistica era aleatoria così come i freni… in compenso il peso era ampiamente superiore ai 240 kg. Il risulato era una moto difficile da gestire in entrata percorrenza ed uscita di curva, gli 80 cavalli che aveva erano anche troppi.
nel corso degli anni sono passato attraverso varie moto, dalle 600 jap fino all’ultimo moster s4r, ovviamente i cavalli sono lievitati così come le prestazioni, tuttavia mi sento molto più sicuro ad andare su un passo di montagna col mio s4r che con la vecchia cbx, questo perchè telai, freni e soprattutto gomme hanno fatto dei passi da gigante… e presto arriverà anche l’elettronica a spostare ulteriormente in avanti i limiti.
La domanda quindi non è che senso ha avere tutti questi cavalli (che con le ciclistiche attuali sono molto più gestibili di tante moto degli anni 80 e 90), ma, che senso ha avere in strada delle moto con delle prestazioni complessive così allucinanti”?
inutile girarci intorno le varie r1 , 1098 f4 o cbr sono assolutamente sproporzionate prestazionalmente per la strada (e se consideriamo il traffico e le condizioni che abbiamo …).
ma a nessuno è venuto in mente di fare una moto col motore biciclindrico da 550 cc dell’aprilia e la ciclistica di una 250 gp, in pratica 75 cavalli per 120 kg di peso? su un passo di montagna quale sarebbe più divertente da portare questa “piccola” o una kawasaki 1000 da 190 cavalli?
di eppye | 29 Agosto 2008 h. 11:41
Pienamente d’accordo con te caro Rivola. Ho avuto il suzuki 450 che di cv ne aveva (forse) una 40 e ci ho fatto dei bei viaggi (in due e tanto bagaglio), mi sono divertito comunque e ricordo una memorabile discesa dal Falzarego in cui diedi la paga ad un FZR.
Ovviamente ci si abitua a tutto, specialmente agli agi, quindi è facilmente intuibile che si vorrebbero sempre alcuni cavallini in più, anche se la scuderia è ben nutrita. Ora che ho il fazer 600 (del 2000), nonostante la potenza sia doppia rispetto al suzukino talvolta sento l’esigenza di qualche cv in più.
Riflettendo con calma mi dico: per farci che? Non è che le tue capacità di guida aumentino conseguentemente alla potenza da gestire…
di principe0602 | 29 Agosto 2008 h. 11:42
Buongiorno Luigi, non vorrei uscire dal seminato, ma il mio pensiero e` che oggi gli esseri umani vogliono sempre di piu`; case grandi, macchine sempre piu` grandi e potenti, e cosi` pure per le moto. Quando ci fermeremo?Solo quando ci accorgeremo che siamo sulla strada sbagliata…mai!!
Oggi ci sono dei limiti di velocita` molto severi che vengono controllati con apparecchi sempre piu` precisi e numerosi, eppure vogliamo delle moto ultra veloci e con tanti cavalli, ha senso? Sto restaurando 2 vecchie 500, vetture che 40 anni fa erano il sogno di tanti, compreso il sottoscritto, prova ad offrire una 500 ad un giovane oggi!! Mia madre come prima macchina guidava una topolino C usata, prova ad offrire a mia moglie una macchina similare, ma moderna!!
Ho la sensazione che ci vergogniamo a salire su una utilitaria, magari il vicino di casa ci vede e poi cosa pensa? Cosa penseranno di me i miei amici se alla domenica ci troviamo per una scorazzata, io con una BMW 800ST e loro su delle superbike da 300kmh. Il mondo si e` messo a girare al contrario, caro Luigi, ma adesso sto proprio andando fuori dal seminato.
Fausto Carello
di sibreca | 29 Agosto 2008 h. 11:57
Ricordo l’ebrezza a 14 anni dell’entrata in coppia in terza piena del mio cinquantino o a 18 la potenza che mi sembrava smisurata del mono 600 enduro, allora tanto in voga. Ho provato di recente una MT03 motorizzata minarelli 660 e mi è sembrata ferma, abituato come sono alla spinta del mio bicilindrico mille…Si chiama “assuefazione”… dopo un po’ la “dose” di CV non basta più e si cerca l’emozione di potenze superiori.. poi tornare indietro è difficile, a meno di una sana ed auspicabile presa di coscienza dei propri limiti o spinti dall’istinto di autoconservazione…ciao
di kerobe | 29 Agosto 2008 h. 12:09
Concordo su tutto, non posso dir nulla del mezzo in sè che mi pare tra l’altro riuscitissimo e per sentito dire guidabile con facilità e relativa leggerezza, ma per quanto riguarda la cavalleria e come se fossimo entrati in un tunnel in cui più si hanno cavalli più ci si sente in pace col mondo e coi compagni di passione motociclistica.
Un pò come la malattia da pollici per le tv: più ne hai più ti senti contento dell’acquisto… per vedere cosa poi…
Io, in controtendenza con gli “esperti” porrei un limite, vero, serio, altro che bestie che potrebbero trainare un aratro in mezzo ai campi, ma qui entra in scena l’eterna storia: e le Ferrari, e le Cayenne? (Giusto per spaziare n pò).
Personalmente guido un SV650, certo è bello sentire la forza sotto (quella che c’è), ma oltre un certo punto mettendo nel conto: qualità delle strade, mezzi, ostacoli, altri utenti delle strade stesse e ultimo ma non ultimo sicurezza personale e altrui sono consapevole che per un due ruote divertente la cavalleria conta relativamente.
Progettando ex-novo un mezzo si potrebbero porre avanti punti di sviluppo alternativi ma poi non più di tanto.
Chiudo affermando che rispetto la brama di forza bruta che accende i più, ma non la capisco e aimè non la condivido.
Bravo Rivola.
Gian
di god99 | 29 Agosto 2008 h. 14:25
Sono completamente d’accordo, io sono un 24enne in possesso di una Hornet 600 che di cavalli ne ha 90 (all’albero) e per strada sono anche troppi secondo me. In seconda tirata sono ai 120-130 km/h…. Ricordo un articolo letto su una qualche rivista non mi ricordo se proprio quella di Duue Ruote o meno, nella quale avevano constatato che per strada di cavalli ne basterebbero 60…..anche perchè diciamoci la verità se prendiamo la mia moto non si usano tutti i cavalli…….e mi fanno ridere anche le persone che montano gomme come le Racetec perchè hanno più grip…ma dove?? Per strada?? Io ho messo su delle Pirelli Diablo Strada e sono perfette e gratto gli stivali, senza contare tutti i posti di blocco che fanno le forze dell’ordine (alcune giuste perchè c’è della gente che va decisamente troppo forte in strada) le multe, i limiti imbarazzanti dei comuni e chi più ne ha più ne metta….sto pensando di cambiare la mia Hornettina con un Transalp appena ne ho la possibilità economica……
di marc0404 | 29 Agosto 2008 h. 14:51
Bell’articolo.
Lo condivido in pieno, anche in virtù del fatto che un anno fà ho deciso di prendere una BMW F800S.
Quando ho cominciato a guardarmi attorno per cambiare moto, sono rimasto sconcertato da questa corsa ai cavalli, tutte le case concentrate a produrre moto che di fatto servono solo ad andare in pista. A cosa servono tutti questi cavalle se uno vuole farsi qualche gitarella sulle colline o su qualche famoso passo di montagna? La F800S si è rivelata una moto fantastica per fare quello che volevo con il ritmo che volevo.
Tra l’altro è anche vero che il progresso tecnologico consente di gestire meglio queste potenze, ma è anche vero che le moto più potenti perdonano meno gli errori di chi guida.
Certo questa corsa alle prestazioni, è anche una po’ una moda e in quanto tale è destinata a passare (si spera).
Ciao
di SU270306 | 29 Agosto 2008 h. 17:25
Salve a tutti.
A me non è completamente chiaro il significato dell’articolo, e per quel poco che ho capito non
sono d’accordo.
Riporto:
“
L’unica cosa – ho aggiunto dopo averci pensato – è che la moto entra molto bene in curva, tiene
con bella precisione la traiettoria, però in uscita, specie nei tornanti in salita, sembra sgonfia: si
sente la mancanza di una manciata di cavalli in più
â€
Immagino che un commento di questo tipo, lo si faccia avendo provato altre moto, avendo cioè
un’esperienza di guida che va oltre la guida della moto in questione. Io che guido una SV650, da
sempre, mia prima e ultima (per ora) moto, non farei un commento del genere dicendo che la
mia SV esce piano dalle curve perchè ha poca coppia (semmai attribuirei alle mie capacità la
scarsa performance osservando gli altri).
Così come, salendo su una moto con più coppia direi: “ammazza che spada sta moto, esce
dalle curve che sembra un razzo”. Quindi, ripeto, un commento come quello di Luigi Rivola, lo si
fa essendo supportati da esperienze di guida differenti IMHO.
”
Bene. Ci sono cascato in pieno. Proprio come un allocco. Come quelli che io chiamo compratori
di cavalli all’ingrossoâ€, che se non hanno 150 CV o più sotto le gambe si sentono frustrati.
”
Che senso ha questo commento? Desiderare un mezzo più performante è da frustrati?
”
La 800 ST ha 85 CV. Pochi? La mia Triumph 650 del 1967 ne aveva 45 e tutti la ritenevano una
bomba, io compreso, naturalmente.
La mia Guzzi V 750 Sport del 1974 ne aveva 72 e filava quanto più non si potesse desiderare.
Se non avessi saputo che oggi in giro ci sono moto enormemente più potenti della 800 ST, non
avrei mai detto ciò che ho detto. Non avrei sentito la mancanza di altri cavalli, ma avrei goduto
per essere riuscito a sfruttare quelli – più che sufficienti in realtà – che avevo. Oggi ci
comportiamo quasi tutti come quel ricco che si sente povero perché sa che ci sono persone più
ricche di lui. E invece di ritenersi soddisfatto della sua ricchezza e gioirne, si rovina l’esistenza
consumandosi nell’ansia di avere di più.
”
Mi sfugge il significato di una affermazione del genere: il fatto che una moto performante di 40
anni fa con 50 CV, rende “inutili” le moto moderne della stessa categoria che oggi ne hanno il
doppio di cavalli?
Boh, sinceramente non capisco il ragionamento. Uno desidera un mezzo migliore non perchè
sia circondato da moto più potenti, ma perchè pensa che possa andare più veloce in
determinate situazioni, perchè pensa di ricevere emozioni più forti.
Eppoi, questi ragionamenti della “inutilità delle moto moderne” vengono sempre fatti in relazione
alla potenza massima del motore.
Perchè non si fanno gli stessi ragionamenti in riferimento alla ciclistica? In fondo una manciata
di cavalli in più o una ciclistica più raffinata, entrambe ti permettono di andare più forte e, in base
al ragionamento dell’articolo, sfogare le proprie frustrazioni.
Perchè uno che compera una moto da 170CV viene considerato un frustrato e uno che compera
una moto con una Marzocchi da 50 davanti no?
Io, pur non comperando mai e poi mai una moto da 170CV, sono contento del progresso
tecnologico, del valore tecnico raggiunto dalle moderne superportive (la massima espressione
della tecnologia motociclistica stradale). Spero di essere sempre, ora e nel futuro, circondato
da moto sempre più performanti e potenti, mi piace la tecnica.
Se poi uno compera un mostro da 200CV perchè è frustrato e vuole dimostrare al mondo che è
in grado di andare a 400km/h o meno, non sono problemi miei e, non è detto che tutti comperino
moto così potenti per lo stesso motivo, io non mi sento frustrato per desiderare un bel corsarone
da 120CV (spero arrivi presto :))!
Ciao
Max
di cozzi0012 | 29 Agosto 2008 h. 19:59
Io ho fatto un’inversione di marcia. Vado in moto da ormai 26 anni lasciando in sospeso quei due da ciclomotorista e sono passato da diverse moto italiane, giappo e Inglesi, ad uno, due, e tre cilindri per poi approdare ad una Royal Enfield Bullet: 22 hp e 130 kmh per quasi 30 km al litro. E’ un pò come resettare la propria esperienza motociclistica: ti rendi conto di quando ci sono le salite e (re) impari a gestire la potenza della moto non nel senso di gestire il surplus ma di ottimizzare quella che hai lavorando di fino e di orecchio. Faccio quello che fanno tutti in moto: turismo a medio raggio, commuting, gite e la spesa quando serve…Non nascondo che poi non disprezzo il giretto di mezza giornata fatto con il GS 1200 di mio cognato. 100 hp e 3 dischi freno diventano allora una piacevole vacanza…
Saluti
Marco
di davipiro | 29 Agosto 2008 h. 23:22
Complimenti per l’articolo, anche se sicuramente tutto Svanira.
Di moto ne ho avute tantissime e di ogni genere, attualmente possiedo una Stelvio e sinceramente da esperto smentisco tutto quello che dicono sull’erogazione di queto motore, cioè che in basso è vuoto. Sinceramente lo trovo meravigliosa, ti permette di andarci a spasso col motore che gira in basso come nessunaltro e poi quanto capita una strada libera i suoi 105 cv sono più che sufficienti. Quindi chiedo a voi giornalisti perchè ogni genere di moto viene valutato sempre sul piano prestazionale e non su quello della funzionalità ?
Perchè ogni moto nuova che esce deve avere più cavalli e meno peso della precedente per avere successo?
Perchè od ogni semafero se non hai almeno 180 CV sei a piedi?
Be c’è una sola risposta, siamo vittime del sistema che fa consumismo, siamo sempre più stressati ed andiamo sempre di fretta e poi le moto più cavalli hanno ed il fisco più guadagna(bollo multe patenti). le case costrutrici spendono soldi nelle corse e ce le danno come modelli da imitare ecc..
E poi soprattutto perchè noi esseri umani abbiamo il difetto di misurarci, di avere più del prossimo e di fare delle cose un valore aggiunto alla persona.
Dimenticando che auto e moto sono state create come mezzi di locomozione per spostarsi da un punto all’altro.
Certo che se i veicoli fossero dotati di centraline che impongono il limite di velocità rilevato in base al tipo di strada che si sta percorrendo, vedrete come finirà la corsa alle prestazioni.
Ma a quel punto chi ci guadagnerà ?
di wally57 | 30 Agosto 2008 h. 09:05
Caro Direttore,
questa mania di potenze sempre più alte e inutili non è solo delle moto: quante auto di lusso, specialmente le diesel di nuova generazione hanno oltre 200 inutili cavalli e vengono aggiornate con aumenti di potenza dati spesso dalla sola modifica delle centraline?
Però occorre che anche i giornalisti facciano una riflessione (o un mea culpa?): se tutti parlano di sicurezza, di limiti a 130, di troppi morti sulle strade ecc, e poi in tutte le prove su strada si dice che - ad esempio - la protezione dall’aria di questa o quella naked è sufficiente solo fino a 130 Km, oppure che dopo i 150 la moto è leggera di avantreno, forse qualcosa non va….
Ma tutti i vostri collaudatori che girano su strada che dotazione di punti hanno? Io solo 20 e senza patente non riesco a lavorare, come molti.
Si potrebbe continuare, ma la cultura dei tanti cavalli e tanti km all’ora è giustificata solo su moto uso pista (R1 e 1098 per capirci)
Per tutto il resto che va su strada , meglio coppia e consumi ridotti: nessuno parla abbastanza di questi due elementi.
Se ricordo bene Quattroruote - almeno per un certo periodo - aveva abolito la rilevazione della velocità massima: a volte da quelli che hanno più esperienza, come la vostra “sorellona” si può imparare.
Cordialmente
PS giusto per la cronaca io uso una Transalp 700: secondo me potrebbe avere qualche cavallo in più, ma pochi pochi…..
Scherzi a parte, il limite tra andare forte e andare troppo forte e sempre discutibile.
Si ricorderà della campagna HONDA che diceva “Il brivido ma non ill rischio” ??
di dn125 | 30 Agosto 2008 h. 18:04
Alla soglia dei 50 e dopo svariate esperienze motociclistiche guido con estrema soddisfazione da quattro anni una Suzuki GSX 1400 moto poco capita nel ns paese ma , secondo me ,eccezionale. Un centinaio di cavalli sono fin troppi per il traffico attuale , quello che conta è il modo con cui vengono erogati ; un motore di grossa cilindrata con molta coppia garantisce piacere di guida , prestazioni adeguate e viaggi comodi e sicuri.
Un saluto a tutti gli amici motociclisti
di controller0109 | 30 Agosto 2008 h. 19:06
Complimenti Luigi. Sono completamente d’accordo con te. I cavalli non servono per divertirsi in moto! Vado in moto da più di 50 anni, ne ho possedute a decine di moto e da una quindicina d’anni frequento le piste e i raduni di moto d’epoca. Sono passato anch’io gradualmente a potenze sempre più elevate ma solo per il piacere che offriva la nuova tecnologia, i nuovi telai, i freni, le gomme. Da diversi anni ho deciso che 100-120 CV bastano e avanzano e così ho acquistato i vari modelli di Honda VFR, compreso le meravigliose RC 30 ed RC 45 che conservo gelosamente. Due anni fa ho provato a cambiare ed ho comprato una Fazer S2 600 ma in questo caso non è stata una scelta azzeccata. La ciclistica è ottima, il motore frulla che è una meraviglia, la posizione di guida è ottima, ma ha un grave difetto: scalda in modo allucinante. Con la nuova omologazione Euro 3 il catalizzatore, posizionato proprio in mezzo alle gambe, emana un tale calore che dupo 20 minuti di viaggio ti ustioni i …gioielli e il fondo schiena…Sono tornato alla casa madre con un’altra VFR Vtec 800. In conclusione sarebbe preferibile che dalle case motociclistiche si puntasse un pò di più sull’ottimizzazione del comfort di guida, sulle potenze più umane e alla portata di tutti, sulla posizione in sella, sull’ergonomia e si evitasse di produrre solo dei missili a due ruote che almeno l’ottanta per cento dei motociclisti non è in grado di gestire, me compreso. In pista mi diverto di più a girare con un vecchio Ducati 250 - 5V o un Norton Manx che di cavalli ne avranno dai 30 ai 50 piuttosto che con la RC 30 o RC 45. Un lampeggio a tutti.
di papik0410 | 1 Settembre 2008 h. 00:14
Caro Rivola,hai centrato in pieno il problema,però uno che ha la tua esperienza dovrebbe ricordarsi che a parità di cilindrata più cavalli hai e più la coppia è in alto ( ed in basso ne hai pochina..) così se esci dalla curva sottocoppia ti sembra di non avere cavalli ( che invece ci sono,eccome!).
Sono d’accordo con gli amici che ti hanno ricordato delle responsabilità dei giornalisti sulla corsa alla velocità ed alla potenza.Le case hanno interesse a vendere ,ma i giornalisti dovrebbero essere dalla parte dei motociclisti e della legge… .Sabato i miei figli sono venuti con me al Passo S.Gottardo,io con una Guzzi Breva 750,il figlio maggiore con una BMW 1100 e l’altro con una Honda Four 500 del 1973 ( assieme alla moglie).Ti assicuro che la Four e la mia Breva nonstante i loro 50 cavalli non ha affatto sfigurato…certo che qualche bolide ci ha sverniciato in salita…ma non c’era nessun treno da prendere ed al passo si fermavano tutti,quelli con i bolidi ed anche noi!
Dimenticavo un particolare,la Breva ha pochi cavalli, ma la coppia è a 3600 giri e non a 7 o 8000 giri come le corsaiole di oggi!
Buona strada!
Sergio
di vfr_stinger0207 | 1 Settembre 2008 h. 10:10
Caro Rivola, con me sfondi una porta aperta visto che se ricordi bene nel forum ho scritto piu’ di una volta le stesse cose.
Vorrei solo farti un piccolo appunto.
Tu scrivi
“L’unica cosa – ho aggiunto dopo averci pensato – è che la moto entra molto bene in curva, tiene con bella precisione la traiettoria, però in uscita, specie nei tornanti in salita, sembra sgonfia: si sente la mancanza di una manciata di cavalli in piùâ€.
In realta’ in quelle condizioni non si sente mancanza di cavalli ma di coppia motrice.
di m3rlin0 | 1 Settembre 2008 h. 16:48
Giusto .. giustissimo… siamo tutti così e non capiamo invece che biognerebbe godersi la moto per il gusto di sentirsi liberi e via non per “fare i missili” tra le strade di campagna!! I missili alla fine esplodono purtroppo…
Grande Rivola
di marob48 | 11 Settembre 2008 h. 20:25
Condivido perfettamente…da giovane (ora ho 60 anni) avevo una stupenda motobi 125 SS, aveva
solo 12 cavalli però mi ha regalato tantissime soddisfazioni. Ora ho una Moto Guzzi Nevada 750 Classic, comprata l’anno scorso, ha solo 48 CV però a bassi numeri di giri tira come un mulo e poi è tutto un crescendo fino ai 5000 per poi partire come un razzo dai 5000 fino a 7000.
Nonostante la mia età mi piace ancora moltissimo correre e anche per questo ho cercato una moto che tendenzialmente non invitasse a correre però devo dire che anche questa Nevada con i suoi 48 CV è più che sufficiente per le strade di oggi (abito in Trentino) e anche in salita va che è una bellezza. Quindi è vero che quando ci si abitua con una certa potenza, si vorrebbe magari passare ad una moto più potente
di marob48 | 11 Settembre 2008 h. 20:29
Scusatemi ho inviato il primo commento incompleto.
Dicevo appunto che si vorrebbe passare ad una moto più potente però vi assicuro che già 48 CV bastano e avanzano per divertirsi e anche per farsi molto male se non si tiene la testa sulle spalle. Saluti
di contuser ddl | 27 Ottobre 2008 h. 12:35
hey…
wonderful…
di bob070205 | 28 Ottobre 2008 h. 22:24
Sono d’accordo,per noi comuni mortali 85 cavalli sono sufficenti per viaggiare e divertirsi.
Forse inizio ad essere “vecchio” gia’ a 37 anni,percio’ 3 anni fa’ sono passato per curiosita’ dalla mia CBR ad un bmw 1150 adv,devo dirvi che mi diverto piu ora(certo che non faccio piu i piegoni ),ma nel misto non devo certo farmi aspettare delle giornate.Inoltre bisogna capire che vige la regola di usare il cervello assieme al polso destro,perche’ alla fine i cavalli li governa chi guida e se non hai la testa ti fai male anche con il ciao.
In ogni caso,se dovessi tornare alle sportive,opterei x la pista.
Un saluto a tutti.
di m800sie | 5 Novembre 2008 h. 18:37
Sono un motociclista da 5 anni, pochi se vogliamo, ma sufficienti per aver capito da solo che tanti cavalli per un uso stradale della moto non servono a nulla, soprattutto se consideriamo le condizioni delle strade e del traffico che ci ritroviamo ai giorni nostri !
Purtroppo sento molta gente, e ahimè molti giovani, desiderare o peggio scegliere la moto in base ai cavalli dichiarati, e farsi “ingolosire” dalle possibili prestazioni !
Quello che spesso si trascura nell’acquisto di una moto è l’utilizzo che se ne vuole fare!
Il confort, la ciclistica, il peso, la disponibilità di coppia ai bassi (anziché la quantità di cavalli), sono doti che spesso vengono trascurate, ma che rendono piacevole e divertente anche un mezzo con “pochi” CV !
Credo che sia ben chiaro a tutti che le varie “RR” disponibili sul mercato, sono moto validissime in pista, ma per strada sono ben poco sfruttabili, ma hanno dalla loro il fascino e il richiamo del mezzo estremo, e “l’indole” sportiva maturata dai nostri amati campioni della motoGP e SBK e più cavalli hanno, più ci “avvicinano” ai nostri beniamini……. difficile resistere, anche per colui che la userà soltanto per andare al bar !
Con la BMW F800 ST non ci fai le “pieghe”, non andrai in pista, non ti sentirai Troy Corser, ma di certo non la prendi per andare al bar, ma come molte altre moto più “tranquille”, l’acquisti perché hai la consapevolezza che è un mezzo adattissimo e divertente una volta messo in strada, e soprattutto non sei un “cavallodipendente” o peggio non ti becchi dello frustrato !!!
Ciao Marco