Limitiamo i limiti

Pochi, motivati e fatti rispettare severamente. Così dovrebbero essere. Invece sono ovunque, spesso assurdi e motivati solo dall’esercizio del potere

Questa volta parliamo di limiti. Limiti di velocità, naturalmente. Ormai sono un incubo per chiunque guidi normalmente, mantenendo un margine di prudenza. Contano assai poco per chi, rendendosi conto che nella maggior parte dei casi sono irrispettabili, li rispetta secondo coscienza, o solo per paura dell’autovelox. Contano men che nulla per gli imbecilli che non hanno mai avuto rispetto per gli altri utenti della strada e che guidano in modo prepotente e incosciente.
I limiti dovrebbero esserci solo dove davvero è necessario che siano, dovrebbero essere percepibili come motivati e fatti rispettare con severità.
Invece nel nostro Paese sono ovunque e nella maggior parte dei casi vengono percepiti come del tutto inutili o quantomeno esagerati.
Il problema è come vengono stabiliti i limiti.
Parlo per la zona che meglio conosco: le province di Ravenna e Forlì, ma so bene che l’esempio vale per tutta Italia.
In questi giorni molte strade extraurbane della provincia di Ravenna stanno subendo una riduzione del limite di velocità: da quello nazionale di 90 km/h, a quello provinciale di 70 km/h. La motivazione? Per la salvaguardia dei ciclisti. Lo ha proposto a livello politico locale qualche benpensante ed ha ottenuto subito l’approvazione delle amministrazioni interessate. Orbene, la strada che percorro quasi quotidianamente è una delle preferite dai ciclisti nella mia provincia. Un ciclista si può investire se non si rispetta la sua presenza e lo si sorpassa a prescindere dall’arrivo dalla direzione opposta di un altro veicolo o se procede in coppia chiacchierando col compagno – abitudine diffusissima – e creando quindi una situazione di pericolo. La differenza di velocità da 90 km/h a 70 km/h nulla incide sulle cause di questi incidenti, a meno che non si parta dal presupposto che non si può impedire ai ciclisti di essere scorretti, quindi si penalizzano gli altri utenti per poter concedere loro questa scorrettezza in maggior sicurezza.
Un sacco di volte mi è capitato di arrivare alle spalle di auto che procedevano a meno di 70 km/h e che, giunte all’altezza di un ciclista, lo superavano senza esitazione anche se dalla direzione opposta arrivava un altro veicolo, magari un camion, e il margine di sicurezza, in relazione alla larghezza della strada, si riduceva così al minimo, creando una situazione di grave pericolo. Aggiungo che, sulla strada cui mi riferisco, sono state realizzate piste ciclabili costosissime che praticamente nessun ciclista usa, perché troppo strette o non asfaltate.
A Forlì anni fa è stata realizzata una circonvallazione all’esterno della città, in massima parte sopraelevata, e le è stato imposto, all’apertura, il limite di 50 km/h, improponibile per la larghezza della sede stradale e per le sue condizioni di sicurezza derivanti sia dalla sopraelevazione, sia dalla conformazione degli svincoli. Furono ritirate molte patenti, grazie all’uso sistematico degli Autovelox, poi, un giorno, il limite venne elevato a 70 km/h senza che nulla fosse cambiato nelle caratteristiche della strada e soprattutto in condizioni nettamente peggiorate dell’asfalto, dovute alla mancanza di manutenzione.
Sul Passo della Colla, uno dei più frequentati dai motociclisti, dove molti scalmanati si fanno del male, l’amministrazione ha imposto il ridicolo limite di 30 km/h. A che cosa servirà? Chi lo rispetterà? Anche in questo caso è solo un’ingiusta punizione per chi guidava con normale prudenza, ed è assolutamente inutile per chi della prudenza già prima se ne strafregava.
Ho letto recentemente sul Corriere della Sera, che un sindaco ha deciso di alzare i limiti di velocità nel suo territorio di competenza con questa motivazione: i limiti troppo bassi sono pericolosi e favoriscono l’insorgere di situazioni di pericolo. Lui quindi, in totale controtendenza coi suoi colleghi di tutta Italia, permetterà ai suoi concittadini di andare un po’ più forte. Giusto? No. Potete star sicuri che anche nel suo caso la decisione è frutto di un’opinione personale non suffragata da uno studio rigoroso. Si tratta, come nell’abuso dei limiti assurdi, di semplice esercizio del potere.
Il celebre giurista americano Louis Brandeis disse: “Se vogliamo che la legge venga rispettata, per prima cosa dobbiamo fare leggi rispettabiliâ€.
Io aggiungo: il confine fra un divieto non giustificato da motivazioni concrete e condivisibili e una pura prepotenza è assai labile. La prepotenza genera sempre un sentimento di rivolta, mentre un divieto percepito come giusto e motivato è rispettato con convinzione dalle persone civili e favorisce la crescita del senso civico.

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31 Commenti »

  1. di bimbo998 | 28 Luglio 2008 h. 12:08


     

    una petizione a livello nazionale attraverso i motoclub di tutta Italia affinchè questi limiti assurdi che spesso diventano anche paradossalmente pericolosi possano essere finalmente modificati!
    Il problema è il senso civico sul quale dovremmo lavorare e non sulla riduzione dei limiti altrimenti la Germania(dove su alcune strade addirittura non esistono limiti) mieterebbe il maggior numero di vittime derivanti da incidenti stradali.
    Non è che magari questa drastica e assurda riduzione dei limiti di velocità serve solo ad arricchire le amministrazioni comunali e quanto altro?
    PETIZIONE….cerchiamo di farci sentire!non lamentiamoci solo con gli amici al bar, facciamo qualcosa di serio!
    grazie a tutti

  2. di MB6146 | 28 Luglio 2008 h. 13:12


     

    Non credo servano molti commenti , solo due parole SACROSANTE VERITA’

  3. di denis020913 | 28 Luglio 2008 h. 13:37


     

    Anch’io sono della zona ed effettivamente concordo pienamente con l’analisi fatta.
    Credo che la motivazione principale dei limiti di velocità “assurdi” sia quella di poter fare il maggior numero di multe per aumentare gli introiti dei comuni. Percorro mediamente 50/60 mila km all’anno e mi capita molto di frequente di incontrare pattuglie di polizia, carabinieri, vigili che procedono a velocità solitamente superiori ai limiti, sempre però rimanendo in un margine di sicurezza, questo fa capire quanto inrispettabili siano. La cosa che mi stupisce maggiormente è che le pattuglie con strumenti di rilevamento laser della velocità si mettono sempre in luoghi extraurbani con limiti bassissimi e strade ampie che inducono alla velocità, magari in campagne dove i pericoli sono veramente minimi, anzichè appostarsi in centri urbani dove molto frequentemente si incontrano “stupidi” che non hanno un minimo di buon senso. Ho venduto la moto alcuni anni fa e vorrei ricomprarla, ma la preoccupazione per i punti della patente e molto alta e con molta probabilità mi farà desistere dall’acquisto.
    Saluti

  4. di a115s0510 | 28 Luglio 2008 h. 15:01


     

    “Pochi, motivati e fatti rispettare severamente. Così dovrebbero essere. Invece sono ovunque, spesso assurdi e motivati solo dall’esercizio del potere”.

    Questa frase, che trova la mia piena approvazione, sintetizza davvero molto bene com edovrebbero andare le cose.

    Complimento all’autore dell’articolo.
    Alex

  5. di lubos0404 | 28 Luglio 2008 h. 16:16


     

    Caro Rivola, cari lettori,
    sono un collega, di moto, oltre che di penna. Leggere finalmente qualcuno che ha avuto l’acutezza e lo sdegno di denunciare lo scandalo dei limiti di velocità allieta non poco la mia giornata. Il contesto di riferimento da lei richiamato (Ravenna, Forlì, Faenza) non credo sia un caso isolato, ma esemplificativo di una pratica diffusa e fraudolenta. Abito a Roma, anzi fuori Roma. Quasi ogni giorno percorro i miei 100km, tra strade urbane ed extraurbane. Quasi ogni fine settimana mi muovo verso Toscana o Campania (si legga, SS Aurelia o SS Pontina). La situazione che riscontro ormai da anni è la stessa da lei riportata: limiti improbabili, inadeguati e contraddittori, cresciuti in maniera esponenziale nelle ultime settimane in seguito a fatti di cronaca tanto tragici quanto costanti negli anni. Se dovessi sintetizzare in una parola ciò che vedo ogni giorno da quando ho la patente di guida (quasi 18 anni), direi che i litmi di velocità in Italia sono impraticabili e delegittimati. Dunque, del tutto manchevoli rispetto a quella che dovrebbe essere il proprio obiettivo e la propria funzione unica: garantire la sicurezza di chi circola con i propri mezzi, auto, moto, scooter e biciclette, sulle nostre strade.
    Gli esempi si appressano sempre con una certa difficoltà alla realtà dei fatti, ma sono necessari: 1) strade extra urbane, dritte, sufficientemente larghe, con cartelli che indicano un limite di 70kmh, che improvvisamente e di continuo, passano a 50 km, come si fosse in un centro abitato. Invece ci sono dieci case sparse nella campagna e lontane dalla sede stradale. Il limite di velocità di 70 è già molto basso rispetto alle condizioni della strada e dei mezzi che vi circolano. Probabilmente 80-90 sarebbe il più adeguato. Ma è nel continuo cambio di limite che si nasconde la magagna. Stabilizzare la proprio velocità a 70kmh è già molto difficile. Alleggerendo di molto, anzi togliendo completamente il piede o la mano dall’acceleratore, evitando le marce più alte, si riesce in qualche modo a rispettarli. Girata una curva ci si trova il limite di 50kmh. Unica possibilità di rispettarlo è inchiodare. Con i rischi di un tamponamento che una manovra del genere comporta nelle abituali condizioni di traffico. Si finisce il più delle volte per non variare la velocità confidando nella buona sorte, considerando una eventuale multa meno insidiosa di un incidente. 2) Ultimamente ho notato su alcune autostrade (Napoli-Bari, Roma-Civitavecchia di sicuro), dei limiti autostradali di molto inferiori ai 130kmh canonici: spesso 110kmh, in alcuni tratti anche 90kmh senza proporzionali condizioni di rischio. Anche in questi casi la frenata che imporrebbe il rispetto di quei cartelli sarebbe molto più pericolosa del percorre quei tratti a velocità di crociera (diciamo di 120kmh). Nell’alternanza, continua e confusa, anche a seconda della giurisdizione di differenti comuni interessati dai tratti stradali, sta l’aggravante di imposizioni che consentono alte rendite di cassa e nessun vantaggio per la sicurezza. 3) Le poche pattuglie che controllano i vari autovelox su questi tratti non eseguono praticamente mai controlli e interventi sul comportamento degli automobilisti o motociclisti. Non un sorpasso con striscia continua, non una pericolossima inversione a U o l’attraversamento di un incrocio a tutta velocità per evitare un semaforo arancione. Pochi ancora, troppo pochi (ho 35 anni, non ne ho mai subito uno, dico uno) i controlli sull’assunzione di alcool o di droghe. 4) In città, l’attenzione esercitata, ad esempio, dai vigili o dagli ausiliari del traffico è tutta per i divieti di sosta, gli ingressi nelle ZTL o il pagamento dei ticket di parcheggio. Tutti comportamenti da sanzionare di fronte a un’infrazione, ma non certo mortali. Ciò che colpisce è la sproporzione degli accertamenti e del numero degli uomini dedicati a questi interventi, rispetto a quelli dedicati alla tipo di condotta di chi circola, in particolar modo alla velocità. Si impegano gli uomini dove si fa cassa facilmente, a discapito di un pattugliamento più stringente della circolazione. Sono gli incidenti, le collissioni, le uscite di strada che generano funerali e mutilazioni, non le ZTL, con tutto il rispetto per i residenti del centro storico. In conclusione, concordo pienamente con il post da lei lasciato e invito quante più persone possibili a far sentire la propria voce contro un codice della strada astruso e antiquato, e quegli amministratori che lo strumentalizzano per scopi di lucro. Permettendo che la sicurezza stradale venga dimenticata e svenduta in nome di bilanci comunali e personali.

  6. di henry1976 | 28 Luglio 2008 h. 18:27


     

    coincidenza vuole che proprio due giorni fa ho ricevuto la mia bella foto: viaggiavo alla incredibile velocità di 86 km/h su limite di 70. ovviamente strada provinciale, fuori dal centro abitato, diritta, larga, visibilità ottima, traffico da domenica mattina ore 8.30. che delinquente che sono!

    è vero, il limite era di 70km/h e io avrei dovuto rispettarlo. ma se uno sta in strada non può non dare ragione alle parole di luigi.

    P.S. il colmo? siccome per lavoro faccio 60.000 km all’anno non posso permettermi di dire che ero io sulla moto. alla prossima sanzione sarei recidivo con tutte le conseguenze del caso. ma non c’è problema perchè la stato italiano (in questo caso volutamente scritto in minuscolo) ha la soluzione per me: basta pagare e non mi verranno tolti punti. insomma, delinquente ma anche no.

  7. di algor65 | 28 Luglio 2008 h. 19:01


     

    Non solo ciò che è scritto in questo articolo è tutto vero, ma purtroppo non basta a cambiare la situazione. E allora, come la vostra rivista 4Ruote si è fatta spesso promotrice di iniziative lodevoli, occorrerebbe mettere in campo tutta la “forza contrattuale” data dal vostro peso come testata giornalistica di comprovata serietà.

    A prescindere dalle colpe e di chi sono state nel passato (per me un ente su tutti: l’ANAS) propongo con tutte le mie forse che la rivista si faccia promotrice di una campagna su questo tema, che, sicuramente, troverebbe molte sponde, anche istituzionali, per andare a migliorare le cose.

    Gli amministratori bravi ci sono, molti lo sono e altrettanti NON lo sono. Occorre far sì che quelli che bravi non sono capiscano l’importanza di questi temi.

    Propongo inoltre che voi contattiate la mitica ASAPS, Associazione Amici Polizia Stradale, che da anni si batte sui temi della sicurezza stradale.

    Forza, allora, Due Ruote…. Datti una mossa tu, che vedi in quanti ti verranno dietro!!!

  8. di cmanni | 28 Luglio 2008 h. 19:32


     

    Concordo totalmente con l’ultima frase dell’articolo e, in generale, con l’articolo stesso. Rimango stupito, tuttavia, sul commento nei riguardi di quel sindaco che ha alzato il limite….
    Ma come, chiediamo di non mettere limiti di velocità troppo bassi perchè sono “irrispettabili” e poi gridiamo all’abuso di potere se uno li alza…. Beh, magari chiariamoci prima le idee….

  9. di axelago | 28 Luglio 2008 h. 19:36


     

    Concordo pienamente! Non credo però che i limiti siano solo un sistema per far multe con autovelox (la cosa prevedrebbe un ragionamento dietro l’uso scorretto dei limiti di velocità) invece credo purtroppo non riguardi solo i limiti di velocità, ma è il modus operandi del politichese italiano… montagne e montagne di regole inutili che non servono a niente, ma tanto per far vedere che qualcosa si fa, e che quindi nessuno può prendere sul serio. Chi abita nella brianza avrà ben cara la valassina tra milano e lecco… tre corsie e sensi di marcia separati, senza pedoni, come un’autostrada… i limiti variano da 110 km/h (tutto il tratto), a 70 km/h (altezza milano, ok) a 30 km/h !!! (altezza monza s.fruttuoso). Limiti incoerenti che non possono essere presi sul serio; forse se invece di usare un cartello idiota con scritto 30 ne avessero messo uno con scritto 70 o 90… qualcuno lo prenderebbe in considerazione.

  10. di baoh | 28 Luglio 2008 h. 19:49


     

    da motociclista io sono d’accordo con la tutela dei ciclisti ma oltre che abbassare i limiti metterei l obbligo dello specchietto retrovisore e del caschetto.cosi evitiamo invasioni di corsie e riduciamo il rischio di traumi.

  11. di eppye | 29 Luglio 2008 h. 07:48


     

    Posto che:
    i limiti sono assurdi e creati spesso solo per far cassa;
    spesso son talmente bassi che bisogna rallentare anche andando in bicicletta;
    che le petizioni e le lamentele non sono mai servite a nulla
    Propongo:
    di rispettare ASSOLUTAMENTE i limiti imposti, anche quelli più idioti (15 all’ora mi sembra quantomeno bizzarro…).
    Pensate un po’ a cosa sarennero le strade dopo un’oretta: un fiume incessante di veicoli, i trasporti bloccati, fumo, calore e tutti inc….ti neri, compresi i pedoni.
    Un po’ di senso civico, che diamine!!!
    Lamps

  12. di taurus0511 | 29 Luglio 2008 h. 09:49


     

    Io sono di Varese e come tanti delle mie zone mi trovo a frequentare strade come quella del Mottarone o della panoramica Zegna (Bielmonte) e vedo che le forze dell’ordine continuano a fermare noi motociclisti e a stendere verbali con la scusa degli specchietti retrovisori non omologati,sottocodone modificato ecc, mentre ai ciclisti che non viaggiano in fila indiana non viene fatto nulla,eppure esiste una legge che impone loro di viaggiare in fila indiana,perchè le forze dell’ordine non iniziano a far rispettare tale legge?

  13. di ga0102 | 29 Luglio 2008 h. 16:08


     

    Ne abbiamo parlato tante volte, a tavola, davanti a ub buon bicchiere di vino…
    Tutto quanto scrivi è più che giusto, ma finchè non si arriverà a una legislazione che impedisca questo comportamento post-feudale da parte di Province, Comuni, Circoscrizioni, Parrocchie e via via a scendere… e soprattutto finchè non si impedirà a tutti questi enti di impiegare il denaro ESTORTO ai cittadini (da loro considerati sudditi) come meglio credono, non vedo una possibile soluzione al problema.
    Il limite di 70 è tipico delle strade provinciali… e allora molte strade statali (come la SS302 Firenze-Ravenna che nulla ha di provinciale!) diventano d’un tratto “provinciali” e passano a da SS a SP. A questo punto, limitarle tutte a 70 km/h è un gioco da ragazzi! Quasi automatico.
    In campagna elettorale, questo Governo ci aveva promesso l’abolizione delle Province.
    So che hanno ben altre gatte da pelare, al momento, ma spero proprio che mantengano anche questa promessa.
    Una maggiore responsabilizzazione delle Regioni e l’abolizione di qualche (inutile) ente intermedio penso che gioverebbe “anche” alla soluzione di questo problema.
    Oggi sono troppi, decisamente troppi, i feudatari, i vassalli, i valvassini e i valvassori che possono imporre tasse e balzelli e che si sentono in dovere di farlo.
    ciao
    Giovanni

  14. di msonego | 29 Luglio 2008 h. 23:45


     

    concordo pienamente con l’articolo e mi complimento per il tono civile: io l’avrei condito con insulti tremendi diretti agli pseudopolitici, avidi dei nostri soldi per le loro spese “personalizzate” se non addirittura “personali” e diretti agli pseudotecnici, che valutano con assoluta incompetenza e menefreghismo la idoneità di una strada e del limite relativo.
    ma come possiamo fare per farci sentire e per sottrarci finalmente all’arbitrio che penalizza inevitabilmente i motociclisti onesti e civili, che vengono trattati alla stregua dei pazzi criminali (che pure esistono), visto che entrambi infrangono regolamenti impossibili da rispettare?
    che possiamo fare per avere più giustizia ed equità?
    chi ha idee le esponga, stiamo aspettanto, disponibili a supportare le buone iniziative.

  15. di grassigi76 | 30 Luglio 2008 h. 00:05


     

    Concordo con tutti i commenti fatti,
    ci si accanisce con i limiti di velocita credendo che e quello il problema!!!
    Quanti incapaci ci sono alla guida???
    Noto spesso che per molte persone gli specchietti retrovisori sono considerate appendici aerodinamiche del propio veicolo!!!
    mai visti completamente chiusi?
    nn li sanno usare? ,nn li usano xche inutili?
    E’ peggio una persona che con ottime condizioni va a 90/100 in statale o una persona che se una formica attraversa la strada si spaventa e inchioda?
    dare patenti e un bisnes x tutti e il codice stradale una giustificazione!!!
    ma anche chi ha i riflessi di una larva ha il diritto di guidare e mettere a repentaglio la vita delle persone?
    scusate ma io sostengo che e meglio una persona abile alla guida che nn rispetta i limiti(con decenza e cognizione)che 100 incapaci ma che rispettano il limiti!!!
    a scuola guida mi hanno insegnato che la velocita deve essere regolata in base alla situazione,puo essere che 50 Km orari in citta siano troppi in certe vie e 130 in autostrada(vedi tratto di bologna 4 corsie piu emergenza) siano estremamente pochi!!
    lamps a tutti

  16. di Gabri Cinque | 30 Luglio 2008 h. 09:29


     

    Disilluso.
    Non credo più nella possibilità di un’azione civile, dato che è l’inciviltà, nella sua più estesa accezione, che domina la politica italiana soprattutto nei confronti del cittadino fruitore della strada. Per non parlare del Motociclista.
    A Milano vige la regola: se puoi pagare puoi inquinare quanto vuoi, soprattutto nell’area Ecopass! Grazie Sig.ra Moratti per questa grande lezione di Educazione Civica.
    Le multe per eccesso di velocità a Milano sanno tutti che sono solo tasse, pesantissime, già messe in bilancio dall’amministrazione comunale ad inizio anno. Tradotto: bisogna assolutamente portare a casa le multe… complimenti. Eccovi tante sanzioni se vai a 60 km/h..

    A Milano ci sono 110 telecamere (numero in crescita) per “tutelare la sicurezza stradale del cittadino”. In periodi di emergenza economica reale… forse i soldi per una tale sorveglianza andrebbero utilizzati con ben diverso scopo.

    E’ ancora chiaro che se puoi pagare, e tanto, i punti dalla patente li salvi.
    E’ ancora chiaro che l’entità delle multe ormai è da codice penale.
    Cosa è ahimè chiaro in modo sconsolante? Che non possiamo farci nulla.
    Almeno noi, manteniamo il rispetto ed il buon senso per i compagni della strada: motociclisti, automobilisti, pedoni e ciclisti.
    Un sorriso,

    gabriele

  17. di grassigi76 | 30 Luglio 2008 h. 13:38


     

    Gabriele ha certamente ragione su quello che dice!!!
    io abito a 30 Km da milano e lafrequento spesso,ho notato che la guida dei milanesi e peggiorata moltissimo e molto piu pericolosa,quotidianamente vedo tamponamenti sulla lorenteggio a causa delle telecamere ai semafori,si guida a singhiozzo dove si sa che l’autovelox nn c’è si da a 120Km/h dopo 200 mt inchiodata a 50 Km/h passato il(maledetto o infido) box dinuovo tutti a 120!!!
    questa e sicurezza?
    E’ x me un riflesso automatico e incondizionato xche chi conosce il traffico di milano sà che il tempo che perdi nei tratti controllati nei quali si va a 45 Km/h bisogna recuperarlo nei tratti “liberi”,quindi mettendo a repentaglio la propria e l’altrui sicurezza!!!
    Incivilta???beh chi lo pensa provi a farsi 2 ore in coda x fare meno di 3 Km in citta!!!
    io ritengo che certi provvedimenti peggiorino la sicurezza stradale piuttosto che migliorarla!!
    chiudo dicendo che le persone corrette limitino la velocita in base alla situazione a prescindere dagli autovelox,gli incivili e chi ha disponibilità economica se ne fregreranno sempre e comunque!!!
    lamps…

  18. di desdemone0306 | 30 Luglio 2008 h. 14:35


     

    Concordo su tutto ma ritengo che oltre ai limiti andrebbe sollevata anche la questione sui controlli, cioè sulla modalità e la logica con cui essi vengono disposti. Ritengo si aggiunga prepotenza a prepotenza nell’effettuarli sistematicamente proprio nei punti dove la viabilità è più sicura.
    Per esempio in città il limite di 50 km/h, applicato su strade molto diverse fra loro, non viene mai controllato su strade centrali, pedonalizzate e trafficate bensì sulle tangenziali. Questo è, secondo il mio avviso, il primo motivo di “ritiro casuale” di patenti. Dell’incapacità da parte delle forza di pubblica sicurezza di identificare gli irresponsabili e del fallimento di tutte le iniziative per la sicurezza stradale. Ho il sospetto che dietro non ci siano solo i soldi ma un crescente pregiudizio discriminatorio nei nostri confronti. Una volontà punitiva a prescindere dalle oggettive responsabilità.

  19. di desdemone0306 | 30 Luglio 2008 h. 14:48


     

    E’ infatti risaputo che le leggi non possono affrontare tutti i casi reali. E’ risaputo che le leggi tendono a presentarsi ottuse. Per questa ragione oltre alle leggi esistono in genere delle “linee guida” di applicazione, che tendono a smussare la loro ottusità per renderle più efficaci da un lato, e minimizzare gli effetti collaterali (ingiustizie) dall’altro.
    Nel caso dei limiti di velocità si procede in direzione opposta: le linee guida di applicazione dei controlli li rendono ancora più ottusi di quanto non siano, aggravando gli effetti collaterali e introducendo prepotenza, vessazione, ingiustizia sociale, fallimento rispetto agli obiettivi originari.

  20. di desdemone0306 | 30 Luglio 2008 h. 14:53


     

    Nel caso della sicurezza stradale l’obiettivo di prevenzione e identificazione degli irresponsabili è stato totalmente mancato. L’uso dei velox ha prodotto uno strano fenomeno: per identificare un irresponsabile si colpiscono cento responsabili. Un metodo che colpisce nel mucchio. Una specie di chemioterapia stradale.

  21. di tonivfr | 30 Luglio 2008 h. 21:53


     

    E’ da più di 10 anni che predico la stessa cosa !
    Ho girato in moto per le strade di tutta europa e (a parte la svizzera) dappertutto i limiti sono sacrosanti e la linea continua quasi non esiste, pertanto dove c’è un limite si tende d’istinto a rallentare per un eventuale pericolo. Ad esempio in germania , nella foresta nera, ho visto su strada di montagna a 2 corsie un limite di 110Km/h. ! difficilmente superabile . In italia invece tutto serve per far vessazione invece di prevenzione !
    Saluti

  22. di mostronovecento | 31 Luglio 2008 h. 11:43


     

    Non servono commenti alle sacrosante parole di “Luiggi”…..ma solo due o tre esempi.
    Ieri dal mio paesello (Mandello del Lario, qualcuno sa perchè è famoso nel mondo motociclistico???) mi sono recato a Milano…solita coda “a elastico” tra viale Zara-Sesto S.G. e Cormano, mentre in corsia d’emergenza sfrecciavano i “furbi” motociclisti e scooteristi (e qui c’era un thread sul forum qualche giorno fa…), prendo l’uscita per la A8 Varese-Como e, poco prima dell’uscita della nuova Fiera, allargo leggermente per sorpassare un tranquillo tizio in Vespa, sul filo della riga bianca. Nello specchietto, contemporaneamente, vedo arrivare a manetta un fenomeno con BMW R1100S Replika (non era né Xaus né Corser, mi sembra) che procede a zigo zago tra le macchine e i camion della 1a e 2a corsia: buon per lui che ho sfiorato il tizio in Vespa anzichè allargare di più, altrimenti me lo sarei portato a casa nel bagagliaio della mia Vectra!!! Dopo avermi passato ha fatto ancora un paio di zighi e uno zago per poi uscire dall’autostrada….e chi glielo dice a lui dei limiti???
    Tornando a casa, sulla SS36, all’altezza di Briosco ci sono un paio di curvoni….da 90 il limite scende a 70…a 100 all’ora davanti a noi un TIR con un container sul rimorchio (a ’sto punto penso vuoto) se la viaggiava bellamente in sorpasso!!! E ci è restato per 5-6Km….
    E finalmente eccoci a casa…nel tunnel del Monte Barro (alle porte di Lecco) vige il limite dei 90, che scende poi a 70 nell’attraversamento sotterraneo di Lecco (abbassato a questo livello dai preesistenti 90 circa un anno fa, dopo un grave incidente, senza sistemare nient’altro)…dopo alcuni Km si costeggia il lago, sempre a 70 all’ora, si giunge allo svincolo di Abbadia Lariana, che porta sulla strada provinciale costiera, mentre la superstrada prosegue in galleria per la Valtellina. A questo punto se uno prosegue dritto dai 70 può accelerare fino ai 100Km/h (senza che alcunché sia cambiato), mentre la galleria in uscita ha limite di 40 (!!!) per poi immediatamente entrare in paese con limite di 50….mi viene da pensare che i cartelli con i limiti li mettano passando con un furgone dell’ANAS e lanciandoli a caso a mò di frisbee……..

  23. di novello1963 | 31 Luglio 2008 h. 12:59


     

    io dico invece che, non frega a nessun politico diminuire la velocità per la sicurezza, ma solo per rimpinguare le casse dei comuni, o come estremo opposto, succede in qualche paesino dalle mie parti, dove fanno dei bellissimi album solo alle moto!!. Invece a quei ciclisti che fanno le riunioni di condominio mentre pedalano, nessuno li multa, trovarseli in curva a 50 o 70km/h qualcuno lo becchi sicuro.Questa è l’Italia che parla bene ma …. Perchè allora non vietano la vendita di veicoli con centinaia di cv a cosa servono… solo per pagare multe e bolli salati??

  24. di claudio c. | 31 Luglio 2008 h. 22:22


     

    D’accordissimo, in un paese nordico questo esperimento è stato effettuato con successo. Ma in Italia …

  25. di mimpelli | 1 Agosto 2008 h. 14:29


     

    Anch’io ritengo indispensabile che si faccia una campagna per ottenere la razionalizzazione e l’aggiornamento dei limiti di velocità. Dopo sarò felice di rispettarli. Anzi suggerirei un sabato e domenica o una settimana di rispetto totale dei limiti, bloccando a mio avviso completamente la circolazione stradale. Devono averlo fatto in Francia!
    Ho appena percorso in moto la Salerno - Reggio Calabria. In tutti i tratti d’autostrada a doppio senso di marcia per lavori c’è il limite di 60 Km orari. Se lo avessi rispettato gli automobilisti mi sarebbero saliti addosso. Si andava a meno di 80 Km/h solo se davanti c’era una TIR. Allo stesso modo sulla Belluno - Venezia, per lavori, in alcuni tratti avevano portato le corsie da 3 a 2. Anche in questo caso limite 60 Km/h. Anche in questo caso se andavi a meno di 100 Km/h rischiavi di essere tamponato. Ciliegina sulla torta un anno, sempre sulla SA - RC mi sono beccato la multa con l’autovelox perchè in autostrada andavo a 96 KM/h in un tratto con uno strano limite di 90 Km/h.

  26. di desdemone0306 | 1 Agosto 2008 h. 16:34


     

    x 22. Non trovo giusto definire come “furbi” i motociclisti che vanno in corsia d’emergenza quando c’è fila. Il codice della strada dovrebbe consentirlo. E’ pericolosissimo stare fermi per decine di minuti col casco in testa sotto il sole. Con le temperature di questo periodo si può andare in lipotimia e perdere i sensi.
    Che poi si debba farlo con prudenza sono d’accordo. Le motociclette inoltre, non compromettono il passaggio di mezzi di soccorso.

  27. di raffaele52 | 2 Agosto 2008 h. 19:30


     

    Hai messo il dito nella piaga!!! Vogliamo parlare del limite di 90 Km/ora sulla tangenziale ovest di Milano? o del tratto di SS412 dei Giovi : da Opera a Torrevecchia Pia appaiono improvvisamente e ingiustificatamente limiti di 50 all’ora in aperta campagna! Chissà a che cosa servono? Forse a fare cassa con gli autovelox? Ma no, cosa mai andate a pensare….
    Su questo argomento ci vorrebbe una class action o un referendum e sono sicuro che firmerebbero tutti i patentati che guidano col cervello. Una volta sistemati i limiti nel modo giusto, stangare chi sgarra. Un lampo a tutti. Raffaele

  28. di maco53 | 12 Agosto 2008 h. 14:22


     

    Tanto tempo fa i briganti avevano un fazzoletto sul volto ed erano armati di lupara,una volta fermato ti chiedevano la borsa o la vita.Ora sono vestiti tutti allo stesso modo e armati di pistole laser.Li trovi nei posti più impensati,all’uscita delle gallerie,dietro macchine parcheggiate a bordo strada..ecc..ecc..Sono o non sono vere azioni di brigantaggio?

  29. di simodesmo | 22 Agosto 2008 h. 11:55


     

    perfettamente d’accordo,non potrebbe essere altrimenti…guido per mestiere(non una moto purtroppo…)e vedo costantemente per strada gente che non rispetta la benchè minima regola di buon senso-a cominciare col dove guardare:se stai guidando dovresti guardare la strada,non cercare chissachè dentro la macchina…-ma va piano e pensa di essere al sicuro…poi quando succedono gli incidenti si da la colpa all’alta velocità,alla sfortuna ecc.. mentre a mio avviso il primo punto da valutare nell’analisi di un incidente è l’imperizia di chi è al volante…compresa gente che adesso mi darebbe ragione ma in realtà non ha il pieno controllo della propia guida…non credo di essere un novello ayrton senna al volante ma almeno tengo sempre conto dei miei limiti personali e del buon senso,altrimenti a quest’ora avrei già fatto una quantità di incidenti notevole visto il mio chilometraggio annuo…doppio lampeggio a tutti…

  30. di edoardo69 | 29 Agosto 2008 h. 14:07


     

    Ovviamente d’accordo con tutto, i limiti sono troppo bassi, gli autovelox sistemati per fare cassa… tutto vero. Le mie considerazioni sono due; quest’anno sono stato in ferie a S.Maria di Leuca e sono partito da Torino. 1230 Km fatti sia all’andata che al ritorno rispettando ovunque e comunque i limiti imposti, non solo per il timore di multe ho punti tolti, ma soprattutto per prudenza. La prudenza stessa dovrebbe dettare ad ognuno di noi il vero limite; su una strada con limite 70, in particolari momenti il vero limite di sicurezza potrebbe essere invece 40, ma siamo solo noi a potercene rendere conto !!!
    Il vero punto secondo me riguarda la totale mancanza di educazione civica e stradale oltre al rispetto per il prossimo e per le regole di qualsiasi tipo. La maggior parte delle persone cercano di rispettare le regole solo nel momento in cui si sentono controllate. Perchè ad esempio non inserir “educazione stradale” come materia scolastica? Forse a sentirne parlare fin da ragazzi ci entrerebbe qualcosa in più in testa.

    Saluti

  31. di bytecode | 12 Settembre 2008 h. 11:26


     

    I limiti di velocità casuali (concordo con un commento un po’ più su) sono l’ennesima assurdità dell’italietta dirigente che se la spassa alle spalle di noi poveri italiani. Sono un modo comodo per toglierci altri soldi! Tutto qui! Non hanno sicuramente niente di sensato e tantomeno servono a salvaguardare il nostro benessere! In più, sono talmente tanti e variegati, che alcune volte non è ben chiaro neanche più quale sia il limite di velocità.

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