Boulton aveva capito tutto
di Luigi Rivola | Postato in Senza categoria
La visita a un museo di Manchester offre lo spunto per riflessioni importanti sulla frenesia odierna per il progresso, per la potenza, spesso anche per il superfluo
Sono stato in ferie in Scozia. Città di partenza: Manchester (che è ancora in Inghilterra, non confondiamo, altrimenti gli scozzesi si arrabbiano). Qui, mentre moglie e figlia visitavano i negozi del centro, sono andato a bearmi nello splendido museo dei trasporti. All’ingresso (gratuito) ci si imbatte in una grande cartellone che mi ha fornito subito spunto per successive riflessioni. È dedicato a Matthew Boulton, il pioniere di tutta l’industria moderna, e riporta una frase da lui pronunciata a metà del 1700 ad un congresso di imprenditori del tempo: “Signori, io vendo ciò che tutti desiderano di più al mondo: la potenza”. Boulton era stato il primo a comprendere la portata del motore a vapore perfezionato da James Watt, e ne era diventato socio e primo artefice della sua diffusione.
Si potrebbe quasi adottare questa frase di Boulton come l’emblema degli ultimi due secoli: il 1800 e il 1900. Da questa frase infatti è partito tutto. Nel bene e nel male. Nel bene, col progresso continuo, inarrestabile, a vantaggio delle condizioni di vita, della crescita sociale ed economica, della salute dell’umanità. Nel male con la frenesia, giunta ormai al limite dell’assurdo, indotta in tutti i campi dal progresso: lavoro a ritmi stressanti e dipendenza, quasi schiavitù psicologica, nei confronti dei più sofisticati e potenti prodotti immessi sul mercato, spesso ricchi di funzionalità inutili o non sfruttabili dalle masse a cui si rivolgono e che soggiogano.
Così per fare il giornalista fino a venti anni fa bastava la macchina da scrivere, mentre adesso ci sono i computer, con tutto ciò che ne consegue: ti aprono nuovi orizzonti e tu quegli orizzonti devi conoscerli tutti per non rimanere indietro. E non solo: devi svolgere più ruoli. Il giornalista oggi sostituisce il poligrafico lavorando direttamente in un programma di impaginazione e deve occuparsi di cose a cui prima non pensava minimamente, come la correzione delle bozze e la larghezza dei caratteri del testo, da scegliere con cura (le “I” o le “V” sono più strette delle “M” e delle “O”) per far rientrare un titolo in una gabbia preimpostata. Se svolge compiti di inviato deve anche avere conoscenze di informatica per porre rimedio, in emergenza, ad eventuali problemi del computer.
Ogni attività è stata profondamente trasformata dal progresso, al punto che oggi spesso gli svantaggi superano i vantaggi. Il desiderio di potenza, perfettamente anticipato dalla citata frase di Boulton, è la guida di tutto, e spiega perché i motociclisti odierni vogliano bolidi di quasi 200 CV per circolare su strade con limiti adatti per i tricicli a vapore dell’800, quando con 50 CV si potrebbe godere egualmente tutto il bello della moto.
Frenare la moto si può, e bene, grazie al progresso. Ma è il progresso che in tutti i suoi aspetti, anche quelli negativi, non si può frenare. Avete una soluzione voi? Io non ce l’ho.
11 Commenti »
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di permb@libero.it | 27 Agosto 2010 h. 10:12
Si. C’è una soluzione. Bisogna iniziare a cambiare le frasi tipo “il progresso non si può frenare”. E’ una frase da inizio del secolo scorso. Oggi progresso significa altro. E questa non penso sia la sede giusta per parlarne. Penso che qui si possa parlare dei nostri sogni a due ruote. Giocattoli per bambini cresciuti (poco).
di Nameless | 27 Agosto 2010 h. 10:13
Una soluzione? Che il progresso si freni da solo.
Oltre un certo limite è inutile andare, chiaramente la massa si accorge del limite quando è già stato superato abbondantemente. Si cominciano però a vedere dei segnali.
Le moto supersportive calano di vendite, e non mi stupirei se nel giro di qualche anno si tornerà a cilindrate più umane. Sulle auto è già in atto un opera di riduzione delle cilindrate e delle potenze, per ora la gente storce il naso di fronte a vetture di 1200 kg con 100 CV, ma presto ci rendremo conto che sono più che sufficienti.
La mia auto pesa 1200 kg e ha 90 CV ben erogati da un 1.4 turbodiesel, una volta ogni 1000 km penso che se avessi un motore più potente potrei fare un sorpasso, mentre col mio devo stare dietro. Una volta ogni 1000 km non vale la spesa in carburante, bollo e assicurazione che comporterebbe avere 130 CV. Io ci sono arrivato, e come me molti altri, piano piano chi vuole la potenza resterà una minoranza.
I computer sono sempre più potenti, ma anche in quel campo l’evoluzione ha rallentato già da qualche anno, perché buona parte dei software sfrutta solo in minima parte la potenza messa a disposizione, se si escludono applicativi particolari, e i giochi.
Lavoro su un CAD parametrico tridimensionale di fine 2009 con una workstation del 2004, e a casa uso programmi di scrittura e navigazione internet con un portatile del 2003. Dieci anni fa un PC non durava più di due anni, poi era necessario cambiarlo perché non supportava più i programmi.
La crisi forse ci insegnerà a capire cos’è necessario e cos’è superfluo, forse ci vorranno ancora dei decenni, ma la ricerca sta iniziando a cercare nuove direzioni, e piano piano ci arriveranno anche gli utenti.
O almeno me lo auguro.
Buon Lavoro
di moebus | 27 Agosto 2010 h. 10:54
Ragionamento molto interessante, anche perchè espandibile un po’ a tutti i frangenti della nostra modernità:
il progresso è comunque sempre auspicabile, pero’ spesso e volentieri a preso ‘forme’ tali per cui risulta essere fine a se stesso…
prendiamo le moto: l’accrescimento della potenze ha reso necessario uno studio per telai migliori, gomme piu’ performanti, freni piu’ potenti,
e sempre piu’ spesso centraline che controllano (e in caso di necessita’ tagliano!!!) tutta questa potenza….
Succede cosi’ anche per i nostri Pc di casa, potenze sempre maggiori ma software sempre piu’ complessi che ne diminuiscono le prestazioni…
o addiruttura per le autmobili, sempre piu’ accessoriate quindi sempre piu’ pesanti che quindi necessitano di motori
con potenze che solo 10 anni fa’ erano destinati a mezzi veloci (ormai una utilitaria si aggira sui 90 CV!!….)
Questo alimenta una industria che è sempre alla ricerca dell’ultimo ritrovato in fatto di tecnologia, ma sopratutto
(in questo periodo) del contnimento dei costi….
e questo in parte spiega il nostro alto tenore di vita che pero’ sacrifica (moolto…trooopo) il tempo che possiamo dedicare
ai nostri interessi, e ai nostri affetti,…insomma il nostro tempo libero, cosicchè la moto da 201 CV (nonchè il megacomputer e il
il monitor da 123 pollici) diventa piu’ uno status perchè effetivamnete il tempo che possiamo dedicargli è limitato.
Insomma, anche noi, come i nostri accessori, siamo sempre piu’ pieni di archibugi, ma abbiamo sempre meno tempo per utilizzarli!!!
Quindi che ce ne faccimo di questo progresso??
bhe, in alcuni casi esso aiuta veramnte a vivere meglio, in altri casi (come sopra) forse serve solo a mandara avanti
il carrozzone economico che non puo’ conoscere recessioni (guai se il PIL scende dell’0,012%!!).
Concludo nel dire che in parte tutto questo lo vgliamo noi (anche io è!!), il mercato segue le nostre
indicazioni, appaga le nostre esigenze(o presunte tali) ma prima ancora ce le crea!!!!
di mamhulk0602 | 27 Agosto 2010 h. 12:01
Purtroppo la penso anche io come te, caro Rivola, ma non è facile uscire dal “tunnel”, tutti ti giudicano e se non hai una macchina fotografica da 20Mpx, una moto con 200cv, una macchina grande come un camion, non sei nessuno.
di stefanomecchia | 27 Agosto 2010 h. 12:31
Ottimo il commento di Moebus e mi associo. I giapponesi più di tutti sembrano pensare più di tutti “fermateci voi perché noi non ne siamo più in grado”. Lo dimostra in un certo senso anche l’importanza che tutt’oggi danno alla MotoGp piuttosto che alla SBK perché per loro il primato tecnologico è tutto. Poco importa se poi lo spettacolo è pietoso (la MotoGp è morta per quanto mi riguarda, il vero mondiale velocità è la Superbike) e i team fuggono via per insostenibilità dei costi.
Un cambiamento comunque avverrà. Sarà progressivo o drastico ma avverrà perché siamo al limite.
di principe0602 | 27 Agosto 2010 h. 15:49
Credo che il progresso non si possa rallentare, tanto meno fermare, e mi spiego. Ho 62 anni e sono un uomo super fortunato, la vita mi ha dato quasi tutto: le migliori macchine da rally; in garage, vetture e moto super belle, per non parlare della famiglia, sono ancora sposato con la stessa donna dopo 33 anni e ho 2 figli (femmina e maschio) meravigliosi. Pero` alla mia eta` il progresso si e` fermato; mi sono ricostruito una Range Rover del 1983 (3 porte) come me la sono sognata e pensata negli ultimi 10 anni, (non ho altre macchine), ho una moto del 2006 con quasi 50.000 km kittata come piace a me e non ho nessuna intenzione di cambiarla, e cosi` va per tutto quello che succede in casa. Vi ho raccontato questo non per darmi del bravo, ma perche`mentre per me il progresso si e` fermato, per i miei figli (31 e 29 anni) e` solo cominciato; vogliono macchine belle e veloci, moto all’ultimo grido, abbigliamento alla moda, ecc. ecc. Voi direte, bella roba avete i soldi per comprare quello che vi piace, vero, ma in ogni famiglia mentre i “vecchi” pretendono di meno, i giovani vogliono il meglio. E` sbagliato? non credo, e` cosi` oggi, era cosi` ieri e ieri l’altro e sara` cosi` domani. Forse il progresso cambiera` direzione, dalle Ferrari passeremo alla macchina elettrica, ma ci sara` la Smart e la 599 a batterie, i “vecchi” andranno in Smart e i giovani con la 599. L’unica cosa che non cambiera` mai e che un giorno il “Grande Capo” ci chiamera`, vi garantisco che non ha mai dimenticato nessuno. Morale? vivete sereni e non toglitevi il sonno perche` le 1000 superbike hanno 200 cv, comprate la moto del cuore e non quella migliore di quella del vicino di casa.
di vivalasbronza@hotmail.com | 27 Agosto 2010 h. 16:53
Alcuni anni fa, mi sono reso conto come voi che il ritmo dell’evoluzione tecnologica ha superato la capacita’ della persona media di starle al passo.
Il paradosso e’ che ci viene chiesto di rimanere al lavoro piu a lungo, e di fare aggiornamento sempre piu frequentemente quando si sa che con l’eta’ diventa sempre piu difficile.
Penso che come e’ avvenuto per le moto superpotenti che non trovano piu acquirenti, anche il progresso vertiginoso arrivera’ ad un punto di stallo e allora si pensera a nuovi metodi/tecnologie per aggirarlo. Il progresso non si arrestera’ ma cambiera’.
di gluca59 | 27 Agosto 2010 h. 20:15
condivido il commento di principeo602, però aggiungo che questa ricerca del massimo è anche molto condizionata dalle mode e dai miti che ci impone la nostra società.
Ora i macchinoni, l’ipad (anche se quasi nessuno sa realmente cosa farsene…), le mega moto, etc.
Potrebbe accadere che i nuovi miti diventino una macchina più ecocompatibile, quindi leggera e a minor impatto ambientale, moto di grande carattere piuttosto che grandi prestazioni (le harley, ma anche guzzi e molte bmw, non sono così?), nell’elettronica già si vede che la estrema potenza disponibile lascia spazio ad una grande personalizzazione dei dispositivi per le esigenze di (immaginari) utenti, etc etc.
Quel che non credo cambierà è che esisterà sempre un top, e sarà sempre costoso, elitario, e continuerà ad alimentare i sogni di vorrei ma non posso, anche se in realtà manca il reale bisogno di quella determinata cosa.
Per interrompere questo circolo bisogna lavorare sulla nostra testa, le nostre percezioni di cosa è importante e cosa meno, sui valori. E decisamente il discorso si fa lungo.
Ho una figlia di 11 anni, vorrei che acquisisse questa capacità di discernere fra il piacevole e il superfluo, perchè credo possa rendere più liberi, e quindi felici.
Non ci sto riuscendo, accetto consigli utili…
di patopato | 27 Agosto 2010 h. 21:27
Condivido in pieno.E questo concetto si può applicare a qualsiasi campo della nostra vita.(vita?…)E’ come uscire per ritirare la posta,in ciabatte,e trovarsi in mezzo alla maratona per il titolo mondiale!..Qualcuno decide che una macchina deve allungarsi e appesantirsi o che vada ritoccata un anno si e uno quasi,o che il PIL debba salire di 1 punto senza che nessuno di noi ne abbia un qualche reale vantaggio nella vita di tutti giorni,o ancora decide che quest’anno la camicia si porta a quadri e non a righe e nessuno può dire niente…Non ne usciremo mai.Forse è compito della politica,quella vera,intavolare una seria discussione a livello globale,in cui si accenni a dei limiti,senza imporre niente,per carità,senza che si debba semppre girare metro alla mano per non sforare,ma non si può nemmeno navigare sempre e solo a vista,senza rotta…Nessuno può affermare che durante l’età delle pietra l’uomo fosse più sereno e spensierato che non di questi tempi grami.Dunque non torniamo all’età della pietra,ma che si eviti di costruire castelli per aria,quando la gente vive ancora con i piedi ben piantati per terra.Sono stato bravo,non sono uscito dai limiti di questa casella di testo in cui la mia testa è confinata!..
di fabiokawa0309 | 27 Agosto 2010 h. 23:29
in realtà per il ‘nostro’ settore voi giornalisti qualcosa potreste fare: smetterla di esaltare ogni nuovo modello che viene presentato come il ‘migliore’, anzi, avreste dovuto smettere qualche decina di cv or sono!
i nuovi modelli spesso non sono migliori dei vecchi, vedasi la qualità costruttiva o della componentistica, ma per per voi una forcella regolabile non serve, se il modello è nuovo, poi l’anno successivo, alla prima rivisitazione, l’aggiunta di una ghiera diventa fondamentale e l’anno successivo ancora, un’altro pomello la rende insuperabile, per poi ricominciare il giro al 3-4 anno, con un altro nuovo modello con forcella non regolabile !
più in generale il discorso è molto pù complesso: il progresso è la Cina con il PIL in aumento del 10% e l’inquinamento mondiale ormai insostenibile ? la ricchezza spropositata di alcune migliaia di persone e la povertà estrema di svariati milioni di esseri umani? beh questo ‘progresso’ può essere fermato da tutti: nessuno di noi, o quasi, ha bisogno di nuove tv, pc, moto, auto, ecc.. queste sono solo necessità di chi li produce/vende, non certo di chi li costruisce/compra, e non è vero che se fermiamo i consumi a rimetterci saranno ‘gli operai’; noi siamo solo manodopera, possiamo costruire qualunque cosa: automobili o letti ospedalieri, moto o attrezzature medicali sono uguali; la differenza è che chi può stabilire le regole per ‘indirizzare’ il progresso ha interesse a vendere auto/tv, al limite polizze assicurative, non certo a migliorare la protezione sociale! e noi come polli continuiamo ad ingozzarci di tutto quanto ci viene fornito, finchè faremo la fine dei polli!
di blackhornet79 | 28 Agosto 2010 h. 00:15
Caro Rivola oggi tema amletico di difficile risposta, ma io provo a dartela comunque. Ci dicono che il progresso serve x inquinare meno per essere piu’ sicuri per stare piu’ in salute ecc, ma alla fine dei conti se prima circolavano cento moto inquinanti ora ne circolano 100.000 pulite (non e’ lo stesso?), se prima non c’era l’ABS oggi ci sono le strade ridotte a campi da cross (e non c’e’ ABS che ti eviti cadute), se girano mezzi piu’ puliti perche’ a Milano o a Roma non si respira e anche nelle piccole citta’ l’inquinamento e’ altissimo? Per me la verita’ e’ che questo progresso sia la maschera che ci mettiamo perche’ abbiamo voglia di farci soggiogare da frottole che aiutano il mondo e l’economia a non fermarsi altrimenti finiremo col culo per aria tutti! Ma credo che oggi ci si cominci a rendere conto di questo, e sara’ bene capirlo alla svelta perche’ se continueremo cosi finiremo molto male !